Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

L'IPOTESI

Corbo: Adidas dietro politica diritti d'immagine?


Corbo: Adidas dietro politica diritti d'immagine?
27/06/2011, 11:06

È la settimana che decide quasi tutto. I lavori più urgenti al San Paolo e i rapporti con Inler. A Napoli dilagava lo scetticismo, mentre a Capri in segreto Aurelio De Laurentiis si lanciava in uno scatto di astuzia e orgoglio. Con Giampaolo Pozzo, patron del club friulano, ha recuperato un’amicizia che va oltre l’acquisto del centrocampista svizzero. Napoli e Udinese hanno rinsaldato l’alleanza. Interpretano uno stile di gestione austera, ma in linea con i tempi. Solo Inter, Milan e Juve spendono molto di più, avendone un ritorno di immagine negli affari e in politica. Ma il loro disavanzo (200 milioni per tre in una sola stagione) è un retrodatato esempio di squilibrio economico. Giampaolo Pozzo il 28 luglio festeggia i suoi primi 25 anni nel calcio, ne sa più di tutti, e attraverso Pierpaolo Marino il modello Udinese ha guidato anche il Napoli in questi primi sette anni. De Laurentiis non cambia neanche stavolta, pur tra sbalzi d’umore e qualche anomalo acquisto a costo zero, vedi Donadel. Peccato che non entri in sintonia con il pubblico, per un difetto di comunicazione. Dovrebbe meglio spiegare i pregi di una politica finanziaria attenta, paga quindi il prezzo della sua palese contraddizione. Appare a tratti come un faraone del 2000, è ispirato invece da due sole muse: risparmio e business. Sembra un dissennato puntiglio strappare ai giocatori i diritti di immagine. Un motivo c’è. Il Napoli per il corredo sportivo ha un contratto con Macron, la società bolognese di Crespellano che veste Bologna, Cagliari, Piacenza, ma anche squadre spagnole, portoghesi, inglesi. De Laurentiis sa che il suo club ora piace ad Adidas, la grande rivale di Nike che sponsorizza molti calciatori italiani. L’eventuale cambio di marchio, magari pagando una penale a Macron, comporta la rinuncia a tutti gli altri. Saranno per tutti Adidas anche le scarpette, “core business” della multinazionale che conta Diritti d’immagine sullo sfondo c’è Adidas mille negozi e dalle Olimpiadi di Pechino ne apre altri due ogni mese. Questo retroscena spiega perché De Laurentiis sia così avido di diritti di immagine e non lasci liberi i suoi giocatori. Non si spiega però come i suoi collaboratori inciampino sempre in trattative impossibili. Ci voleva tanto a capire che Criscito era impegnato con Dolce & Gabbana ed altri, e mai avrebbe risolto rapporti così gratificanti? Pensare che un giocatore sia disposto a guadagnare meno, svestito di ogni sponsor, solo per veder spuntare la luna a Marechiaro, è una lirica speranza. È una utopia che fa irrigidire i calciatori, arpionati senza consenso preventivo, e irrita i tifosi. Ancora prima di definire l’affare con le società è opportuno un sondaggio con giocatore o agente sulle condizioni del trasferimento. Non si spiegano altrimenti la fuga di Criscito, i sette mesi di contatti con l’amletico Inler, i misteri di Matavz, annunciato a gennaio e poi svanito. C’è una antologia di versioni sugli intoppi: disguidi tra avvocati, procuratori inchiodati a letto da febbri da elefante, psicosi dei rifiuti nelle strade per spiegare i tanti affari sfumati. Queste perplessità sulla capacità operativa del club sono tuttavia riscattate dai primi acquisti. Con Dzemaili, Donadel e Gargano il centrocampo è già più affidabile, con l’arrivo di Inler sarebbe davvero Champions. Inler ricorda la vecchia mezzala di spola, avendo grande continuità di gioco e ritmo, piede buono, acume tattico migliorato l’anno scorso con l’impiego da centrale davanti alla difesa per rimpiazzare D’Agostino. Passare da Gargano, Pazienza, Yebda e Sosa al nuovo quartetto (Gargano, Dzemaili. Donadel e se possibile Inler) è come montare un turbo su una utilitaria. Bastano poi altri due giocatori di grande qualità: un difensore mancino e una punta. Ma c’è tempo. Meglio attendere la Coppa America. Dirà se tornano stanchi i campioni del Napoli e se emergono intanto personaggi nuovi, magari già targati Adidas, da acquistare per la Champions. Dategli tregua: questo Napoli non brilla per agilità e tempismo, ma gli ultimi sette anni e lo stile di gestione mutuato dall’Udinese chiedono fiducia. Fonte: Antonio Corbo per Repubblica Napoli

Commenta Stampa
di Salvatore Formisano
Riproduzione riservata ©
LE ALTRE FOTO.