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Corbo: "Dimenticare Verona subito"


Corbo: 'Dimenticare Verona subito'
24/09/2011, 10:09

Più che una partita delicata, è un esame per tutti. Facile da superare, se prevalgono umiltà, buonsenso e lealtà. Poteva essere una serata diversa: con il Napoli primo, già in fuga verso lo scudetto. Visto il Chievo, squadra tra le più deboli quest’anno, la vittoria sarebbe stata una veloce formalità se Mazzarri non avesse inventato una formazione illogica.

Ricomincia invece il campionato con il Napoli costretto ad inseguire. Ma la giovanile imprudenza va perdonata subito al cinquantenne tecnico, già pentito se dice che rifarebbe tutto. C’è tutto il suo orgoglio, ma Mazzarri sa bene di aver esagerato con sette giocatori nuovi, qualcuno impresentabile, oltre ad una difesa inedita, affidata ad un centrale di fortuna come Aronica. Il suo maestro Ulivieri non avrebbe mai cambiato più di un giocatore per reparto. Mazzarri ha molti meriti. Se giovedì si è parlato a Napoli più dei suoi errori che della sconfitta, più della sua tattica che della Ztl, i tifosi nella sorpresa dimostrano incredulità, quindi stima. Esce ridimensionato nell’opinione pubblica. Ma esce più forte se si convince che i miracoli riescono solo ai santi. Nella sue esuberanti apparizioni in tv, l’allenatore è il cantore di se stesso. Rimarca «la vertiginosa crescita », legata al suo biennio, trascurando gli altri tre motivi del lungo successo. Questi. Il presidente che investì al buio sette anni fa una cifra immensa per la C1 e continua a farlo in generose campagne acquisti. Una città dal 1926 in amore con il calcio, la sola che potesse dare una risposta così pronta per entusiasmo, fedeltà, quattrini. Un potenziale offensivo unico in Italia per età, gol, valore di mercato. Si aggiunga l’ultimo: un club che aveva già Cavani dal 2010, Lavezzi, Hamsik, Maggio, Gargano, De Sanctis, Dossena, Cannavaro, Campagnaro dal 2009 ha speso ancora una quarantina di milioni (17 Inler, 8 Dzemaili e Britos, 3,5 Rosati, quindi ancora 3 Fernandez e 2 Fideleff) e accordato ingaggi su richiesta del tecnico a giocatori come Lucarelli, Pandev, Santana, Donadel. Se è vero che il Napoli ha speso più di tutti e sempre con l’ok dell’allenatore, società e tifosi non hanno diritto ad uno scudetto sicuro, ma almeno a un campionato di vertice. Cancellare Verona è facile, se i titolari d’urgenza richiamati in blocco non cedono alla vanità, se non si deprimono gli altri dopo lo choc di Verona, se i rapporti interni restano saldi. Il presidente ha già offerto il suo sincero silenzio. È labile anche la memoria del pubblico. Fiorentina, Villarreal, Inter. Bastano sette giorni per dimenticare.

Fonte: Antonio Corbo per Repubblica

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di Salvatore Formisano
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