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Corbo: "Gargano secondo solo ad Inler"


Corbo: 'Gargano secondo solo ad Inler'
18/07/2011, 12:07

Mazzarri presenta il suo terzo Napoli. Gli piace. È il primo davvero suo. Tutto chiaro: ha deciso lui tutti gli acquisti. Da questa certezza ne derivano altre due: se il presidente l’ha ascoltato, vuol dire che la lite di maggio è superata, che De Laurentiis ha speso una quarantina di milioni perché si fida del tecnico e vuole anche liberarsi di ogni responsabilità. Le prende tutte Mazzarri. Che considera il nuovo Napoli "ancora più competitivo". Quindi? Se ha già conquistato il terzo posto, se "sono arrivati i rinforzi giusti e in breve tempo", se Mazzarri ripetete che "il mio intento è come sempre strabiliare", se all’orizzonte non c’è niente di nuovo e di meglio che Luis Enrique, allenatore con l’iPad: bene, che Napoli sarà? È stato intanto restituito da Aurelio De Laurentiis in sette anni al rispetto del calcio italiano. Anche il prossimo è senza limiti. Forse solo Mazzarri ne pone due. Si carica purtroppo di due responsabilità in più. Ringrazia il presidente per aver confermato su sua richiesta lo stagionato Lucarelli, riemerso a quasi 38 anni da un brutto infortunio, ma prezioso secondo l’allenatore sul piano tattico. Qui Mazzarri si spinge oltre la logica del tempo. Può essere Lucarelli, alla sua età, una pedina decisiva per lo scatto ultimo di qualità? Se una squadra è già terza e si qualifica per la Champions, se investe 40 milioni, se rafforza difesa e centrocampo, i tifosi si aspettano qualcosa in più anche per l’attacco in una campagna acquisti che Mazzarri dichiara chiusa. E che va invece tenuta aperta. Rimanga pure Lucarelli, che batte l’area di rigore da una vita e negli spogliatoi ci sta da gentiluomo d’altri tempi, ma il Napoli è da completare. Occorre un bomber. Giovane, importante, potente. Che possa sostituire Cavani o affiancarlo quando c’è da intensificare l’offensiva con le due punte. Una mobile come Cavani, l’altra poderosa per intercettare i crossi degli esterni. L’anno scorso hanno giocato in tre, bene ma troppo. Cavani 35 partite (2902 minuti), Lavezzi 31 (minuti 2648), Hamsik più di tutti, 37 per 2982 minuti. Gli stessi tre, con Lucarelli integro, possono migliorare o almeno ripetere il terzo posto e passare con dignità anche nelle griglie della Champions? Per un club che non teme cifre, che ha speso oltre 15 milioni per coprire il solo ruolo di esterno sinistro tra Ruiz e Britos, può fermarsi? L’altro dubbio, a centrocampo. Non è stato mai così forte. Inler, Dzemaili e Donadel rilevano Pazienza e Yebda. Tutto bene, poi Mazzarri si rivolge a Gargano: se non si trova bene, dice, può anche andar via. Richiuda la porta, presto. Blocchi Gargano, di tutto il reparto è secondo solo a Inler. In Coppa America ha favorito la vittoria uruguaiana sull’Argentina, si è occupato di Messi e segnato un rigore lucido dopo i supplementari. Se vuol andar via, è una sconfitta del Napoli. Va ricaricato come a Mazzarri riesce con altri. È mediano indisciplinato ma incontrista inesauribile, l’ideale accanto al ritmico Inler. Può essere l’inattesa novità dell’anno. O c’è qualcosa sotto?

Fonte: Antonio Corbo per Repubblica

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di Salvatore Formisano
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