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Corbo: "Napoli, visto chi è Aguero?"


Corbo: 'Napoli, visto chi è Aguero?'
12/09/2011, 10:09

La falsa partenza del Milan. Un Cesena coraggioso, distratto, infelice. Due squadre spingono il Napoli: è già primo, anche quest' anno sembra guidato da buone stelle. Vedi Hamsik: è in panchina, entra da mediano, esce con il gol che chiude la gara. Un nome gira come un avvoltoio sullo stadio in erba finta di Cesena. L' argentino Sergio Lionel Aguero. Si diceva che giocasse nella sua nazionale perché raccomandato. Visto che campione? I suoi tre gol (3-0 del Manchester City al Wigan) rabbuiano il Napoli, una tensione dopo l' altra, la partita da giocare subito e la prossima di Champions in Inghilterra. Da un pomeriggio senza pace esce con i suoi lampi di genio e ira solo Lavezzi, che trova subito il primo gol. Il Cesena gioca buon calcio ma talvolta ignora il regolamento: ancora prima di perdere Benalouane nella ripresa, s' illude all' inizio di lasciare in fuorigioco Lavezzi, dopo una rimessa laterale. Libera così il fantasista argentino che segna sul palo più difficile, il primo. Se il Cesena è questo quanti ne prende? Mai sottovalutare le squadre che hanno abbastanza tecnica, buoni schemi, grande velocità. Il Cesena gioca come se fosse ancora 0-0. È questo il merito di Giampaolo, che incita i suoi a mantenere la calma, le posizioni, le distanze. Niente reazioni scomposte. Nel primo tempo, soffre quindi la difesa del Napoli che protegge male il vantaggio. Ma il guasto è altrove. Inler governa il gioco, Dzemaili alla sua destra lo asseconda. Il tandem sembra elegante. Ma è funzionale solo nella fase attiva, quando il Napoli è in possesso di palla. È nella sua zona infatti che il Napoli perde quota. Inler e Dzemaili sono compassati. Ricamano, propongono, ma non fanno filtro. Sino al gran finale di Inler quando la partita potrà essere capovolta. E lui salirà in cattedra. Ben diverso il tono del Cesena quando riparte: Eder, Mutu e Candreva cominciano larghi e alti, per dare profondità al gioco. Poi, come elastici rientrano di qualche metro, accorciano sui centrocampisti che intanto avanzano con velocità bruciante. Parolo e Guana lasciano Colucci davanti alla difesa e piombano in avanti. Nessun difensore del Napoli marca da vicino. Ovvio che vadano in crisi Cannavaro (gol di Guana) e Aronica (oppresso da Eder e Parolo). Il Napoli deve attaccare con gli esterni. Un passaggio lungo di Dossena da sinistra chiuso a destra da Maggio è un sintomo: non c' è Cavani e un meccanismo offensivo sembra estemporaneo. Ma c' è il dono di Yohan Benalouane, franco tunisino che aveva già dato un ordine sbagliato sul fuorigioco favorendo Lavezzi: esce per un ingenuo fallo di mano. Mazzarri si concede una decina di minuti per riflettere. Ma gli va bene. Dopo Santana (frizzantino ma inutile sulla sinistra, sostituito da Hamsik) entra anche Pandev per l' infelice Aronica. Scatta la variante tattica: come annunciava l' arrivo di Pandev, uno che può moltiplicare i moduli del Napoli. Il Cesena ha una pedina in meno, per Hamsik una comoda mezz' ora da mediano destro. Il raddoppio e lo straripante finale perdonano anche qualche vuoto in difesa, non si sa se schierata a tre o a quattro, l' infaticabile Maggio e Dossena chiedono istruzioni, il Cesena ha solo cuore e Candreva, gli schemi sono saltati, ma niente paura, ormai il Napoli corre con la vittoria addosso e l' aereo per la Champions è già in pista. Fonte: Antonio Corbo per Repubblica

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di Salvatore Formisano
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