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L'ANALISI

Corbo: "Un vagone di gol verso la Champions"


Corbo: 'Un vagone di gol verso la Champions'
10/03/2012, 10:03

Il Napoli e Lavezzi partono per la Champions con un vagone di gol. Neanche il più impassibile tifoso londinese del Chelsea nasconderà il suo stupore. Può durare una partita solo mezz'ora? Astori devia il diagonale maligno di Lavezzi portando il Napoli sul 3-0. Sono passati appena 30 minuti. L'illusione di aver già chiuso i conti è così suggestiva e fondata da trasferire a Londra con cinque giorni di anticipo ogni interesse: non solo la mente è al Chelsea, anche alcuni dettagli tattici. Il Napoli non ha avversario che gli consenta ripartenze, accentua quindi un copione diverso: il possesso palla. Il personaggio chiave è Inler. Nell'Udinese giocava in un altro modo. In questi mesi travagliati ha sofferto molto per cambiare. Gli fa onore la disponibilità offerta all'immutabile progetto tattico di Mazzarri. Ieri sera ha accentuato la nuova fisionomia: esposto davanti ad una difesa a tre, con due esterni, modifica i suoi movimenti. Da un anno all'altro, abbandona le sue proiezioni verticali per esprimersi in orizzontale: costruisce il gioco scaricando a destra e sinistra. È così che usa il regista di una squadra con esterni fissi. Ed è così che Inler ora interpreta il ruolo, elevando anche il possesso palla. Con Inler tutto il Napoli fa le prove generali per Londra. Per quasi un tempo il Cagliari non disturba il Napoli. Lo subisce nella prima mezz'ora, lascia poi che la squadra ripassi la lezione per la Champions. Si scuote quando non piò nuocere più e la difesa del Napoli è già in viaggio per Londra. Sembrano persino palpabili le dichiarazioni del presidente del Cagliari: "Speriamo di limitare i danni, noi pensiamo già alla prossima gara con il Genoa". Originale: è così che si rende tonica una squadra? Coerente anche la decisione di sbarcare a Napoli poche ore prima della partita: accade solo nelle amichevoli di agosto. Opportuno quindi il limitato turnover: Mazzarri, che ha pagato oltre misura certe temerarie rotazioni, trattiene solo Cavani e Maggio, schierati poi nella ripresa. Con un Cagliari contemplativo e con Lavezzi compresso come un missile, il Napoli può consentirsi anche qualche leggerezza. Il controllo snob di Cannavaro, che proprio di testa aveva segnato il secondo gol con tempismo e grinta, consente a Larrivey un volo indisturbato su calcio piazzato e il primo dei suoi tre gol. In difesa ha fatto peggio Aronica, in difficoltà contro Ibarbo che sulla destra giocava una partita tutta sua, con spunti tecnici rilevanti. La noia di una superiorità mai messa in discussione è interrotta da Lavezzi, protagonista di queste 5 vittorie filate. Difficile ricordarlo così in forma e per lungo tempo. Un picco di rendimento che fa pensare: si impegna in campo e fuori per aiutare la società a cederlo bene, altrimenti vuol davvero strappare a Napoli un contratto doppio. Si esibisce anche dal dischetto: suo il rigore implacabile del quarto gol davanti ad Hamsik che sorride malinconico. Segna meno da quando Lavezzi si spinge più avanti con l'adorabile cinismo dei mattatori. Hamsik è più utile se gioca in costante contatto con Inler: qualche metro più avanti del mediano. Una distanza rettificata negli ultimi tempi spiega in parte la serie positiva ma anche le minori fortune in zona gol. Un risultato così pesante, benchè ufficialmente paventato da Cellino, non giustifica il Cagliari. C'è una dignità anche nel confessare l'inferiorità: magari disporsi a specchio e marcare stretto, chiudere le fonti di gioco, contendere palla su palla. Si è mosso a partita ormai finita. Il Cagliari con difesa a 4 molto permissiva e centrocampo lento sembrava fosse a Napoli solo in transito, prima di una gita spensierata, con l'imbarazzo della scelta tra Grotta Azzurra o Vaticano. Il Napoli gli mandi almeno una cartolina di saluti da Londra. Fonte: Repubblica

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di Salvatore Formisano
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