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SERATA DECISIVA

Corriere.it: "Napoli, sfida da dentro o fuori"


Corriere.it: 'Napoli, sfida da dentro o fuori'
22/11/2011, 10:11

Siamo ancora nella fase a gironi, ma per il Napoli di Champions League è già tempo di sfide dentro o fuori. Al San Paolo arriva il Manchester City di Roberto Mancini, messo in grande difficoltà all´andata (i citizens pareggiarono 1-1 in rimonta) ma davanti in classifica (7 punti a 5, con il Bayern Monaco primo a 10) a due gare dalla fine. Solo che, da quel 14 settembre, molte cose sono cambiate. Il City sta dando spettacolo e dominando il campionato inglese (anche grazie a 7 vittorie consecutive) con 5 punti di vantaggio sui cugini dello United, mentre il Napoli è a 7 punti di distacco dalle capolista Lazio e Juventus (che, come gli uomini di Mazzarri, ha una partita in meno).
ROSE - Vero è che finora il Napoli ha fatto meglio in Europa che in campionato, ma lo stesso si può dire della squadra degli sceicchi. E benché ai citizens vadano bene due risultati su tre, Mazzarri ritiene che la pressione psicologica sia tutta su di loro: «Ma per quanto ci riguarda è necessario partire con il piede giusto ed evitare la timidezza iniziale che abbiamo avuto in alcune gare: deve sparire. Insomma senza timidezza e con la giusta spregiudicatezza che ci vuole dando qualcosa in più. Mi aspetto che si parta sciolti». Il paragone fra le rose delle due squadre non induce all´ottimismo, ma non è questo a preoccupare il tecnico del Napoli: «Loro hanno una rosa molto forte e noi li affrontiamo nel loro periodo migliore. Sabato contro il Newcastle hanno cambiato cinque giocatori: il turnover il Mancini lo fa e non mutano i meccanismi di gioco, questo per dire la forza di questa squadra. Ma tutto può succedere. Qui si parla di budget, di valori di giocatori, di ingaggi. Loro sono a livello di Barcellona, Real o Chelsea ma il campo è un´altra cosa e ci siamo noi a dargli fastidio. Se poi riusciremo a prevalere sarà l´impresa nell´impresa. Noi vorremmo sempre attaccare ed avere la palla ma è chiaro che contro una squadra che ha simili qualità non si può pensare di imporre il proprio gioco per tutta la gara. Dovremo cercare di aggredirli alti, alzare il ritmo della partita e portarli dove vogliamo noi senza pensare di pensare di spaccare il mondo». In ogni caso, è già pronto il piano B: «Male che vada, siamo sempre in Europa League per cui la nostra avventura in Europa non si ferma».
IL SALUTO A MARADONA - Lo stesso potrebbe dire Roberto Mancini, vista la classifica del girone. Tant´è che l´allenatore dei citizens preferisce ridimensionare il valore presunto della sua squadra: «Abbiamo grandi giocatori, è vero, ma dire che siamo vicini a Real Madrid e Barcellona è troppo presto. Siamo insieme da un anno e mezzo, e dobbiamo migliorare ancora molto. Siamo più vicini al Napoli che a queste corazzate europee. Perché il Napoli è una grande squadra e ha un grande allenatore». Inevitabile, per il tecnico, riandare con la memoria alle tante partite giocate al San Paolo, tra cui una memorabile nell´anno dello scudetto con la Sampdoria: « Ho ricordi di quando eravamo più giovani, tante gare perse e vinte, gol fatti. E poi gli anni in cui giocava Diego Armando Maradona a cui mando un saluto speciale per la sua mamma». Inevitabili anche le domande su Mario Balotelli: «È uno dei migliori giocatori italiani, deve solo confermare nel tempo le sue qualità. Credo sia lui stesso l´artefice di questa sua crescita. È lui che ha capito che il momento di dimostrare il suo valore ed è importante che continui in questa crescita iniziata da tre mesi a questa parte».
Fonte: Corriere.it/sport

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di Redazione
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