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CorSport: alla scoperta di Obradovic


CorSport: alla scoperta di Obradovic
27/12/2010, 09:12

Ivan Obradovic rientra in quel ventaglio di opportunità che il Napoli valuta per il mercato di gennaio. Terzino sinistro, ventidue anni, gioca nel Saragozza e sta crescendo nella nuova nazionale serba alle spalle di Aleksandar Kolarov, che la Lazio ha ceduto nella scorsa estate al Manchester City di Roberto Mancini. Il ct Vladimir Petrovic lo considera uno dei giovani di maggiore prospettiva. Obradovic, che proviene dal vivaio del Partizan Belgrado, è in grado di muoversi anche al centro della difesa: ha un passo rapido, è attento in marcatura, punta sull’anticipo. Il suo ruolo naturale è quello di esterno, che parte da dietro in un 4-4-2: sulla fascia si esalta, riesce a esprimere al massimo le proprie potenzialità, grazie al suo spirito di iniziativa e alle sue accelerazioni: macina chilometri e spinge con grande intensità. Si sovrappone ai centrocampisti e arriva al cross: ha un sinistro vellutato, elegante, riesce a servire gli attaccanti con rasoterra precisi, oppure con morbide parabole.

LE CARATTERISTICHE - Ha potenza e buona tecnica, non tralascia la fase difensiva: è ordinato negli appoggi e nei movimenti, è concreto e disciplinato, dimostra maturità, ha uno spiccato senso della posizione e sa trasformarsi in marcatore puro quando le situazioni di gioco lo richiedono. Obradovic ha scatto, progressione, sceglie il momento giusto per gli inserimenti ed è affidabile nelle chiusure. Offre ai suoi allenatori una doppia opportunità: interpreta in modo brillante i compiti di terzino sinistro, però è in grado di mettersi in luce anche al centro, perché non concede varchi, tiene sempre alta la concentrazione, è veloce e si occupa di solito dell’attaccante più svelto e intraprendente. Deve migliorare nei colpi di testa, ma l’età è dalla sua parte e tutti i suoi tecnici gli riconoscono ampi margini di crescita.

LA STORIA - Obradovic è nei piani del Napoli. Il valore del suo cartellino si aggira intorno ai due milioni e mezzo di euro. Il Saragozza è pronto a sviluppare una trattativa. Obradovic è nato a Belgrado il 25 luglio del 1988. E’ alto un metro e 81 per un peso- forma di 76 chili. Ha una muscolatura elastica, è agile, con le sue percussioni sulla fascia tiene sotto pressione gli avversari. E’ sbarcato in Spagna nell’estate del 2009 e ha firmato con il Saragozza un contratto fino al 2014. Gestito dal procuratore Nikola Damjanac, viene seguito con attenzione anche dal Tottenham, che a giugno potrebbe mettere all’asta il cartellino di Gareth Bale, il gallese che ha fatto innamorare l’Inter nella doppia gara di quest’anno in Champions League. Obradovic ha debuttato nella Liga il 29 agosto del 2009, in occasione della sfida vinta 1-0 (gol di Javier Arizmendi) contro il Tenerife di Josè Luis Oltra: entrò in campo a un minuto dalla fine al posto del centravanti nigeriano Uche. E’ stato compagno di squadra di Juan Pablo Carrizo, l’ex portiere della Lazio che ora è rientrato in Argentina, al River Plate. Nove le presenze nel suo primo anno in Spagna, durante il quale il club biancoblù ha centrato la salvezza dopo una splendida rimonta nel girone di ritorno. In questa stagione il difensore serbo è partito nel blocco dei titolari con l’allenatore Josè Aurelio Gay, giocando quasi sempre nella sua posizione naturale, quella di laterale sinistro. E in seguito ha conquistato la stima anche del nuovo tecnico Javier Aguirre, ex ct del Messico al Mondiale del 2002 in Giappone e Corea. Obradovic gioca con Matteo Contini, diventato uno dei pilastri del Saragozza dopo l’esperienza positiva con il Napoli. In squadra c’è anche Nicolas Bertolo, il centrocampista argentino girato in prestito dal Palermo. Obradovic ha giocato finora dieci gare di campionato e una di Coppa del Re contro il Betis Balompiè (1-0 per il Saragozza con gol di Gabi, ex Real Madrid). Aguirre è diventato una guida preziosa per Obradovic: da ct, nel Messico, aveva valorizzato Rafael Marquez, che a luglio ha lasciato il Barcellona per legarsi ai New York Red Bulls. L’ex ct è alla sua terza esperienza nel calcio spagnolo: in precedenza aveva diretto l’Osasuna e l’Atletico Madrid.

DUE SCUDETTI E DUE COPPE - Obradovic nasce come terzino in un 4-4-2, mentre al centro può agire anche in una linea a tre. Il Napoli lo tiene sotto osservazione da diverse settimane. Il serbo è uscito dalla prestigiosa scuola del Partizan Belgrado, club con il quale aveva esordito in campionato nel 2007 contro il Vojvodina. Cinquantacinque presenze e un gol, prima di sbarcare in Spagna: con la maglia bianconera del Partizan aveva festeggiato due scudetti e due Coppe. Ha svolto tutta la classica trafila nel settore giovanile del Partizan e nel 2006 era stato ceduto in prestito per sei mesi all’Fk Teleoptik, che vanta da sempre un rapporto privilegiato con la società di Belgrado, autentica fabbrica di talenti: negli ultimi anni ha lanciato Stevan Jovetic, Adem Ljajic, Ljubomir Fejsa, Zoran Tosic, Radosav Petrovic e Nemanja Tomic. Dopo l’avventura nel Teleoptik, Obradovic è stato riportato al Partizan da Miroslav Dukic, l’allenatore che ha dato l’impronta più importante alla carriera di Obradovic, facendolo debuttare nella Superliga, la serie A serba, e poi anche in nazionale (il 6 settembre del 2008 contro le Isole Far Oer), visto che è stato ct prima dell’avvento di Radomir Antic e successivamente di Vladimir Petrovic.

AL MONDIALE DEL 2010 - Obradovic ha fatto parte con Antic della sfortunata spedizione al Mondiale del 2010 in Sudafrica: è stato schierato per novanta minuti contro l’Australia (1-2). In nazionale vanta undici presenze e ha segnato un gol contro l’Austria (il 15 ottobre del 2008, terza gara con la selezione maggiore). Nel Partizan è stato subito promosso da Dukic: nel 2007-08 è stato fra i protagonisti dello scudetto, confezionando sei assist con i suoi cross. In occasione della sfida in casa con lo Javor Ivanjica, aveva portato al braccio la fascia di capitano, in sostituzione di Nenad Djordjevic. Più avanti ha avuto in panchina Slavisa Jokanovic, che gli ha affidato la corsia di sinistra. Obradovic è la riserva di Kolarov nella Serbia, ma ha caratteristiche differenti rispetto all’ex giocatore scoperto dalla Lazio e ora alle dipendenze di Mancini. Sono diversi sotto l’aspetto tattico e della struttura fisica: Kolarov punta molto sulla forza, sulla potenza, ha un tiro diabolico dalla lunga distanza, mentre Obradovic prende il sopravvento sulla fascia con la sua velocità, con i suoi cambi di marcia e scodella palloni al centro dell'area, arrivando raramente alla conclusione. Kolarov spinge e si accentra, Obradovic lavora di più in funzione degli attaccanti e a livello di mentalità è più marcatore.

Fonte: Corriere dello Sport

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di Salvatore Formisano
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