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LO SCRIVE IL MATTINO

Criscito: "Il mio pronostico? 3-2 per il Genoa"


Criscito: 'Il mio pronostico? 3-2 per il Genoa'
29/01/2012, 10:01

Mimmo Criscito manda a dire a tutti che non ha nessuna intenzione di fare marcia indietro. E che del suo «no» al Napoli non si è mai pentito. Neppure per un attimo. «A San Pietroburgo sto davvero bene, la città è incantevole e tutto avrei pensato meno di trovare in Russia ottimi piatti di pasta e di pizza. E se lo dice un napoletano dovete credermi». Nato a Cercola, residenza a Pegli, vicino Genova e domicilio sulle sponde del mar Baltico, non sembra avere le idee confuse. «Oggi vinciamo noi… 3-2. E noi siamo il Genoa. Impossibile per me dimenticare 10 anni trascorsi qui. Anche se Napoli occupa un pezzo del mio cuore».

Ha anche scelto di far nascere in Liguria suo figlio?
«Vero, ha poche settimane e si chiama Alfredo, come mio padre. Su questo sono rimasto molto tradizionalista, da buon napoletano. Io e mia moglie Pamela siamo felicissimi. Però prima di primavera non lo porto con me a San Pietroburgo: lì adesso la temperatura è sottozero e anche noi dello Zenit da oggi cominciano la preparazione a Firenze».

Allora aveva ragione De Laurentiis a scoraggiarla ad andare in Russia?
«No, si sbagliava. Napoli è incantevole e non si discute, ma San Pietroburgo è una grande capitale culturale europea. Molto del mio poco tempo libero lo passo a visitare le decine di musei che ci sono in quella città».

In questi sette mesi si è mai pentito di aver rifiutato il passaggio al Napoli?
«Sotto il profilo sportivo non ho motivi: lotto per il titolo russo e siamo qualificati agli ottavi di Champions. E poi con Spalletti mi trovo a meraviglia».

Poi c’è anche un elemento non secondario: guadagna anche più soldi?
«Non ho motivo di nasconderlo: se non indosso la maglia azzurra è solo perché con De Laurentiis non ho trovato l’accordo economico. Però certe frasi hanno contribuito ad allontanarmi ed affrettare il mio no».

E quali?
«Beh, la storia dei napoletani che devono venire a Napoli facendo dei sacrifici. Parole che poteva tranquillamente risparmiarsi in quella fase delle trattative».

Mazzarri sembra che ci sia rimasto molto male.
«Lo so. Ho parlato più volte con lui e può testimoniare che io gli ho sempre dato la massima disponibilità a ricoprire ogni ruolo. A centrocampo e in difesa. Su questo argomento sono state dette tante bugie, ma è acqua passata. Mi sarebbe piaciuto essere allenato da Mazzarri».

Ironia della sorte, proprio la difesa è il reparto degli azzurri sotto processo.
«Mi sembra un’assurdità. L’ho visto giocare in Coppa Italia contro l’Inter e non mi è sembrato per niente un reparto in affanno. Credo, anzi, che sia tra le più forti della serie A».

Lo dice perché c’è il suo amico Paolo Cannavaro?
«Lo dico perché Cannavaro dimostra a ogni partita di essere uno dei più forti centrali d’Italia. E con lui Campagnaro e Aronica».

Magari, ci fosse stato lei…
«Non credo che nel futuro immediato io possa giocare col Napoli. Anche se mi spiace: ho iniziato la mia carriera nel settore giovanile del Napoli e quando mi aggregavo alla prima squadra c’era Fabio Cannavaro a darmi lezioni: lui mi diceva che dovevo picchiare di più. Io sono uno che giocava soprattutto sull’anticipo che sul fisico, ma sono cresciuto anche sotto questo aspetto».

Oggi a Marassi non ci sarà.
«Ma vedrò la gara in televisione. E tiferò per i grifoni. Il mio pronostico? 3-2 per il Genoa. Sculli, Palacio e Gilardino formano un tridente esplosivo. E poi ho parlato con i miei ex compagni e hanno una voglia matta di vendicarsi del 6-1 del San Paolo. Inoltre credo che il Napoli con la testa è già alla Champions».

Potrebbe venire al San Paolo per i quarti?
«E io da buon ”guaglione” me lo auguro. E poi gli azzurri contro il Chelsea partono alla pari, non credo che gli inglesi siano avvantaggiati dal pronostico: il Napoli ha quei tre tenori lì davanti che sono davvero una meraviglia».

Non è che lo dice perché allo Zenit state corteggiando Lavezzi?
«Il Pocho è un giocatore fantastico, magari venisse qui da noi. Lo so che per i napoletani sarebbe un grande dolore, ma io farei festa».

FONTE: IL MATTINO

 

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di Luigi Russo Spena
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