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Il ceco manca molto in mezzo al campo e nello spogliatoio

Crisi Juve: idea Nedved per la panchina


Crisi Juve: idea Nedved per la panchina
22/12/2009, 11:12

TORINO - Guai in vista in casa Juventus. La crisi è profonda e le soluzioni poche. I risultati non arrivano, il gioco scarseggia e il clima si fa sempre più freddo all’interno dello spogliatoio.
Molti puntano il dito nei confronti della società: pochi due esponenti della società, Blanc e Secco, e inoltre poco competenti calcisticamente parlando.
Dall’altra parte un allenatore inesperto, amato dai tifosi anche per quanto dato da giocatore e per la sua sincerità. Criticato anche il mercato, tra Melo e Diego che non rendono, anche se il loro valore non è in discussione, e Cannavaro che non è più quello di un tempo. Un momento complicato che sta generando fratture anche tra il tecnico e una serie di atleti. Il primo pare essere proprio Felipe Melo. Il brasiliano è arrivato a Torino dopo un versamento di ben 25 milioni di euro da parte di Madama nelle casse della Fiorentina. Da lui ci si aspetta di più e anche i supporters bianconeri hanno iniziato a fischiarlo. Perde spesso palla non lontano dall’area difesa da Buffon (ora da Manninger) e fa scattare le azioni degli avversari che spesso finiscono per insaccare la palla.
Il giocatore non ci sta e sottolinea di non essere un regista. In queste ore sta venendo fuori un’idea folle. C’è un giocatore rispettato da tutti, stimato e che sembra mancare moltissimo in mezzo al campo (oltre che nello spogliatoio) e si chiama Pavel Nedved. Il ceco è molto vicino alla squadra e pare che c’è chi stia pensando a lui per il dopo-Ferrara. La società, nel corso dell'estate, gli aveva già proposto la figura di vice-Ferrara, ma lui non si era voluto inserire in uno staff già al completo.
I dubbi sono tanti e il quesito resta: cambio allenatore, si ma c’è bisogno di altro anche in società. E’ per questo che si avvicina il ritorno di Bettega. Un personaggio che conosce l’ambiente e che può essere un punto di riferimento per tutti: dai giocatori alla dirigenza.

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di Francesca Fortunato
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