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Cucci: "Ora si pensi al campionato"


Cucci: 'Ora si pensi al campionato'
23/08/2011, 14:08

Nel suo editoriale per Il Roma, Italo Cucci ha così analizzato la sconfitta dle Napoli al Camp Nou:

"Cinque gnocchi, cinque cazzotti, cinque rovinose cadute, e adesso tutti zitti, un po’ vergognosi e molto concentrati per cominciare la stagione più importante degli ultimi vent’anni: il Napoli ha un posto in Champions e lo danno anche favorito per lo scudetto. Come se ci fosse Maradona. Il Pibe non c’è, ma per fortuna non c’è neanche Platini, o Van Basten, in giro per l’Italia. E la vita continua. Deve continuare: Mazzarri, più che tecnico, dovrà ora improvvisarsi psicologo e darsi un bel daffare per evitare che gli azzurrognoli finiscano in depressione dopo la spaventosa magra del Camp Nou. Non hanno toccato palla, non hanno neppure tentato di giocare, sono stati travolti da un turbine e dovranno rivedersi in un film per capire cosa gli sia esattamente successo. Oppure – forse meglio – dovranno cercare di dimenticare. Molti diranno – adesso, adesso, adesso - ch’era meglio lasciar perdere, non andare a cercar guai con il Barcellona ch’è la squadra meno amichevole per giocare un’amichevole perché la sua potenza non dipende tutta dalla voglia di combattere ma da quella di divertirsi. E di controllare i meccanismi “esclusivi”. C’era da vedere – ad esempio- come se la cavava Fabregas con gli schemi di Guardiola e Cesc, finalmente arrivato a giocar per la sua squadra naturale dove ha mosso i primi passetti, è parso nato per quella danza: il Barca è già suo, suo il primo gol al quale si sono allacciati Keita, Pedro e Messi ben due volte, nonostante l’abbiano tenuto in panchina per un’ora. Ma non si piange sul latte versato, non si recrimina su una disfatta intrecciando chiacchiere polemiche e cattivi pensieri. Si dovrà far tesoro della più bruciante lezione di calcio mai ricevuta e augurarsi di non ritrovarlo, il Barça, in Champions, mica perché sia imbattibile, solo perché ai ragazzi di Mazzarri gli avversari sembrerebbero una volta di più diavoli azulgrana sortiti dall’inferno pallonaro. Molti si bruceranno, contro questa macchina da guerra, molti finiranno – come Mourinho – con la voglia matta di mollare una pedata a Guardiola. Qualcuno – più saggio – studierà le mosse di Guardiola e la danza mortale dei suoi per riuscire a contenerle, magari a contrastarle: inventando qualcosa di nuovo, perché il vecchio non paga e dal Napoli ci si aspetta qualcosa di nuovo. Stavolta non c’è neanche da spendere parole per i Tre Tenori, né per i nuovi acquisti: il Barcellona ha spazzato via Cavani, Lavezzi, Hamsik, Inler, tutti insomma, e almeno il tifoso potrà aspettarsi rinforzi, non certo cessioni. E un Mazzarri di nuovo in maniche di camicia, alla popolana, non l’Uomo in Grigio di ieri sera. E De Laurentiis potrà darsi una calmata e magari consolarsi – ma non mi sembra il tipo, mi stupirebbe – con la cabala che vuole da scudetto quelli che vanno a giocare il “Gamper” con il Barça. E lo perdono. O lo vincono. Be’, meglio perderlo, l’odioso trofeo, se si pensa che la Juventus di Capello lo vinse prima di conquistare l’ennesimo scudetto, quello del 2006: lo scudetto di cartone finito nel palmarès dell’Inter".

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di Salvatore Formisano
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