Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

Cucci: "Restiamo lì, subito dietro il Milan"


Cucci: 'Restiamo lì, subito dietro il Milan'
11/04/2011, 11:04

Ma va bene così. Primi in classifica insieme al Milan per un pomeriggio incantato, ora nuovamente inseguitori con la forza di una passione che non ha eguali ed è stata consacrata, ieri, al vecchio “Littoriale” di Bologna, storico tempio del grande calcio destinato ai competenti, del gioco negato ai sapientoni d’ogni risma e d’ogni colore. De Laurentiis talvolta esagera con le sue lezioni televisive da “non è mai troppo tardi”, ma bene ha fatto - ieri - a chiamar testimone di incuria critica la bella Ilaria, circondata di sudditi delle milanesi e orfani della Juventus. Qualcuno, fra quelli, un pensierino al Napoli l’aveva fatto, subito respingendolo come peccaminosa tentazione. E invece il Napoli è ancora lì, solare e scoppiettante, raro esemplare di un gioco che poggia sull’amicizia nella lunga stagione dell’odio e degli intrighi suscitati da Calciopoli. Agli snob la presenza del Napoli in testa alla classifica accanto al Milan per cinque ore (il professor Seedorf ha interrotto il film “Una poltrona per due” alle 20,53 ) è suonata come una conferma di un campionato minore: già dicono che non siamo degni dell’Europa - e non si riferiscono a Sarkozy e alle drammatiche storie dei migranti ma alla batosta che lo Schalke04 ha inflitto all’Inter - poi il passaggio trionfale degli azzurri sul campo el nobile e coraggioso Bologna con Mascara e Hamsik, assente il bomber Cavani, per loro è stato come la riprova della decadenza del torneo. Perché il Napoli è da decenni assente dal Gotha, non ha pedatori strapagati, è presieduto dall’immaginifico e logorroico De Laurentiis e ha un allenatore antipatico, quel Mazzarri ruspante e fumantino le cui notevoli imprese si riferiscono alle stagioni vissute a Livorno e Reggio Calabria e non importa se è l’unico tecnico – Capello compreso – che è riuscito a lavorare felicemente con il reprobo Antonio Cassano. Quel Mazzarri ottimo allenatore che ha costruito d’estate un gruppo fisicamente straordinario mentre i concorrenti lamentavano decine di infortuni. Quel Mazzarri ottimo tecnico, ipertattico e italianista, che ha riscosso anche il plauso di Cesare Prandelli mal digerito da Adriano Galliani. Eppoi, quanto si lamenta quel livornese di periferia (ma che dico livornese? È di San Vincenzo, è maremmano!). Mentre gente come Allegri e Leonardo si astengono da proteste e denunce. Perché tanto c’è chi provvede al loro posto. E soprattutto, diciamo la verità, chi s’era immaginato che il Napoli sarebbe diventato protagonista e che quel Cavani scartato dal Palermo avrebbe lottato alla pari con il prodigioso Di Natale (altro eroe di provincia) e superato i mitici Ibrahimovic e Pato? E invece alla squadra dell’odioso Mazzarri si deve il successo di un torneo che non ha – come altrove – due o tre aspiranti al successo finale ma supera come interesse, secondo tradizione, anche la riverita Champions (tuttavia appena vinta da una squadra italiana, l’Inter). E al Napoli – insistente e fastidioso “moralista” per il felice rapporto fra i suoi giocatori che ha realizzato il miglior collettivo all’insegna della solidarietà - si deve anche il risveglio esplosivo di un Milan che stava accomodandosi sonnecchiante al vertice della classifica, al punto che uno dei rossoneri più efficaci e spettacolari risulta essere, almeno dal derby, Clarence Seedorf, colui che ha vinto quattro Coppe dei Campioni con la maglia dell’Ajax, del Real e del Milan, il meglio del calcio mondiale insomma, ma era diventato oggetto di critiche feroci da parte di tifosi e sapientoni incompetenti. A questo punto non importa quale sarà il cammino dei Duellanti, mostratisi capaci di superare ogni prova, ogni avversario, timorosi soltanto di un ritorno di fiamma dell’Inter, a sua volta animata da rinnovati sacri furori. Prepariamoci a vivere un grande finale di campionato, uno spettacolo simile a quello che vide il Napoli laurearsi Campione, ventunanni fa, ispirato dall’inimitabile Diego Armando Maradona. E vinca il migliore, naturalmente. Chissà se Allegri, come Rocco, dirà “speriamo di no”. Per la qualità del gioco, infatti, il migliore è ancora il Napoli.

Fonte: Italo Cucci per Il Roma

Commenta Stampa
di Salvatore Formisano
Riproduzione riservata ©