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Cucci: "Vi raccomando, nessun dorma"


Cucci: 'Vi raccomando, nessun dorma'
21/09/2011, 14:09

Casa Napoli, qualcuno è preoccupato per la concentrazione: dovete capire, il Chievo è il Chievo, le becca da tutti… Già: il Chievo è il Chievo, e se avete buona memoria è colpevole – proprio il Chievo – della piccola crisi azzurra che nella scorsa stagione, sottraendogli sei punti, ha negato al Napoli un passo importante verso lo scudetto. Lo dico per i superficiali per i qualunquisti, ché in realtà Mazzarri sa bene quante difficoltà il Chievo può creare agli avversari, anche ai più forti, non solo al Bentegodi. Il peso tecnico del confronto è come quello del match col Cesena, fortunatamente superato con qualche incertezza, ovvero fino a quan do il Napoli non ha saputo trovare in se stesso il grande divario tecnico con i bianconeri. L’ho già detto e dopo il trionfo sul Milan e lo o ribadisco: il Napoli deve ormai sapere quel che vale sul campo, quel che conta fuori campo, e non nutrire le chiacchiere dilaganti, là dove si dice che l’entusiasmo popolare è pericoloso e che Mazzarri deve mettere il freno a mano perché la squadra non accusi sbandamenti. I soloni della critica – e i sociologi buontemponi – fanno sapere, come già capitò ai tempi i Maradona, che il popolo scarica sul Napoli Amore le amarezze, le delusioni, le fregature politiche e via discorrendo, puro qualunquismo insomma, ignorando che intorno alla squadra si muove una sana allegria non appena questa fa vedere di saper lavorare e fare il proprio dovere. Questo è il clima in cui è rinato e cresciuto il Napoli di De Laurentiis fin dalla C, e forse è questo il dettaglio che risveglia l’incredulità dei critici: altrove – vedi Milano, vedi Roma – si scatenano drammi per molto meno, basta prendere nota della dimissioni minacciate da Edy Reja che ha preso la Lazio a pezzi e l’ha ricostruita; a Napoli, nonostante fosse bombardato dai sapientoni, Edy non minacciò mai dimissioni e arrivò a darle, alla fine di un percorso trionfale, solo alla fine, quando capì che De Laurentiis aveva in mente altro. Anche la Difesa A Tre, un modulo a mio avviso sopravvalutato, se è vero che uno come Gasperini rischia di pagarlo a caro prezzo non tanto per i gol che l’Inter prende ma per quelli che non fa. Immagino – anzi so – che Mazzarri adotterà il turnover anche a Verona e sospendo ogni giudizio, convinto che saprà come sempre scegliere al meglio: certo che Lavezzi, generosissimo come sempre, ha bisogno di prender fiato e di far riposare la caviglia malandata. L’unico che non ha voglia di stare in panchina è Cavani, la cui presenza a questo punto è diventata…contrattuale: chi paga il biglietto ha il diritto di vederlo all’opera, di ammirare le sue magie, di registrare i suoi acuti. Dei Tre Tenori ricorda il più magico, Pavarotti. A proposito: nessun dorma…. Fonte: Italo Cucci per Il Roma

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di Salvatore Formisano
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