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IL CIUCCIO CHE VOLA

Cyber Cavani


Cyber Cavani
08/11/2010, 09:11

Nel campionato scorso, i sogni di un Napoli lanciatissimo verso la Champions andarono a infrangersi a poche giornate dalla fine proprio contro i parmigiani, che rimasero sullo stomaco del ciuccio come l’omonima specialità partenopea, fatta con melanzane (fritte due volte, come la difesa partenopea) mozzarella, pomodoro, parmigiano grattugiato, olio d’oliva e basilico.

Grazie ad un amico, per questa attesa rivincita, avevo ricevuto l’accredito per la tribuna autorità, io che un’autorità non sono mai stato.

Siccome il mio amico è una buona forchetta, per ringraziarlo, lo invito a pranzo a casa mia.

Alle tredici in punto palla al centro. La parmigiana di melanzane ci guarda terrorizzata dalla pirofila, consapevole della fine che sta per fare. Prova a chiudersi in difesa, proprio come il Parma, che si presenta al San Paolo senza punte. Ma la parmigiana e la squadra gialloblu oggi hanno un destino comune… Antonio affonda il coltello nella tenera difesa avversaria, con un colpo degno del miglior Lavezzi; spalanca le fauci e morde un enorme pezzo di parmigiana che schizza sugo sulle scarpe del mio amico, e sul pantalone sul quale atterra anche un pezzo di mozzarella filante. Un rivolo di sugo gli scende dalla bocca, e ovviamente cola lentamente sulla camicia azzurra dello stesso. A guardarlo dopo il secondo boccone, ha tutta l’impressione di un killer che viene colto in flagranza di reato, con la camicia tutta imporporata di pomodoro e la faccia sconvolta. In realtà, la sua faccia spaventata, è dovuta al pensiero di quello che gli dirà la moglie quando farà ritorno a casa così combinato. Ma non è certamente quello il momento per pensare alle cose tristi.

Bisogna godersi la parmigiana e la partita. Al resto si penserà a tempo debito.

Dopo pranzo, voliamo al San Paolo. Non c’è traffico per strada, la delusione di Liverpool è ancora forte. In molti sono rimasti a casa e stanno ancora imprecando contro Steve Gerrard (nonchè contro Dossena e Aronica). Sui vari siti del Napoli sono migliaia i messaggi indirizzati al forte centrocampista inglese. Uno su tutti racchiude il pensiero dei napoletani: “Dear Mr Steve Gerrard, if jastemms could hit, you’ll always need supposts! P.S. I’m sorry for my macheronic english, but I think you can understand

 

In tribuna ci guardano tutti, non so se perché siamo gli unici due non famosi o per l’odore di parmigiana che ci segue come un’ombra olfattiva. Sulle poltroncine sotto di noi, vediamo Fassone, De Laurentiis jr e anche loro si girano forse richiamati dall’odore di parmigiana.

Per fortuna, l’inizio della partita distoglie l’attenzione del pubblico da me e da Antonio.

In campo intravedo Cribari, che dopo Bucarest ha sostituito nei miei sogni Monica Bellucci e Charlize Theron. Mi faccio il segno della croce con la mano sinistra. Antonio, appena vede il sosia di Mariangela Fantozzi, si mette una mano in fronte senza profferire verbo.

Sebbene i primi quindici minuti siano all’insegna della noia più totale, si cominciano ad intravedere i primi buoni presagi: Zuniga, oltre a dribblare se stesso, riesce a dribblare anche qualche avversario, Yebda conquista un numero di palloni quasi pari a quello di Gargano senza restituirli agli avversari, Vitale sembra in vena nonostante sia alla sua seconda partita della stagione, e soprattutto Cribari non ha ancora provato ad impallinare il proprio portiere.

Hamsik, come giustamente osservato in settimana da Mazzarri, a Liverpool ha riposato più di quelli che non hanno giocato e oggi sembra voglioso, tonico, così come Campagnaro. Tiri in porta, però, manco a parlarne. Mirante, infatti, gioca a scopone scientifico con Cavani, Paletta e Lucarelli.

8’ Al termine della prima mano, Lucarelli è in vantaggio: ha totalizzato infatti due scope, la primiera e le carte di denari. Il sette bello è di Cavani, mentre Paletta fa solo un punto avendo preso più carte di tutti.

10’ Dossena, in panchina, prepara una tisana al finocchio a De Sanctis, che ancora non ha digerito il retropassaggio di giovedì a Liverpool. Il direttore sportivo Bigon lo osserva e si chiede come mai, dopo un lungo ballottaggio, poi alla fine decise di prendere lui anziché Gareth Bale.

13’ Cavani ha in mano il cavallo di bastoni, a terra ci sono sette bello, due di denari e cavallo di spade. Cavani prova a fare il furbo come Leonardo Da Vinci. Ma Lucarelli lo richiama subito e gli fa notare che essendoci il cavallo di spade a terra, non può prendere sette e due con il nove, ma deve per forza prendere il cavallo che sta a terra.

14’ Sosa indovina un passaggio.

15’ Cavani ha già percorso una decina di chilometri.

16’ Mirante prova a scaccolarsi con i guanti. 

18’ Cavani, ancora lui, conquista palla in difesa, serve Zuniga sulla destra, che si avvia al galoppo verso la porta avversaria e con un delizioso cross chiude il triangolo con Cavani, che spunta incredibilmente nell’area avversaria e realizza un goal che è la prova inconfutabile della salute che ha questo ragazzo, dotato minimo di sei polmoni e di una lucidità sovrannaturale.

Le tante signore presenti allo stadio si chiedono che marca di omogeneizzati abbia mangiato l’uruguaiano da bambino. Il responsabile commerciale del Napoli prova ad informarsi per lanciare sul mercato gli omogeneizzati di Cavani, di cui il Napoli detiene i diritti d’autore.

22’ Giovinco, triste per l’assenza in campo, del suo amico puffo Gargano, prova a sorprendere De Sanctis, che stava gustando una mezza sfogliatella. Ma il portierone azzurro è attento.

24’ Marino toglie Giovinco e inserisce Crespo. Qualche cronista ricorda le gesta di Crespo nell’ultimo confronto al San Paolo, e contestualmente partono gli scongiuri sincronizzati degli scaramantici tifosi partenopei.

36' Antonelli con passo felpato entra nell’area di rigore napoletana, stando attento a non svegliare la difesa, mette al centro un pallone insidioso per il già abbastanza maledetto Crespo, che tira a colpo sicuro. Ma De Sanctis, vola con tutta la sfogliatella in bocca, e salva il risultato.

38’ Hamsik telefona al suo parrucchiere e gli chiede di raggiungerlo, visto che lunedì è chiuso.

44’ Cavani fa il tagliando. Non si contano i chilometri percorsi dall’uruguaiano, che fa la spola tra attacco e difesa senza accusare la fatica. Segna, chiude sugli avversari lanciati a rete, il tutto senza sudare.

La mamma di Bojinov telefona alla mamma di Cavani e le chiede cosa gli dava da mangiare da piccolo oltre ai soliti merluzzetti, sogliolette, omogeneizzati di pollo e di frutta.

Finisce il primo tempo.

Insieme ad Antonio ci rechiamo nella saletta dove la società calcio Napoli mette a disposizione un buffet per gli ospiti. Intanto, l’odore di parmigiana che seguiva me ed Antonio è leggermente sfumato, e comunque  gli occupanti della tribuna si sono assuefatti.

Secondo tempo.

48' Cavani (e chi altri?) riparte in contropiede, ma questa volta è un po’ egoista e non serve in area il piccolo principe Sosa, solo come un ranocchio,  sprecando l’occasione per chiudere la partita.

50’ Inizia la partita di Marek Hamsik, che dribbla due avversari in area e prova un tiro a giro che meriterebbe miglior sorte.

62’ Finisce la partita di Hamsik, e con lui esce Sosa, per far posto a Gargano e a Lavezzi, accolto dal boato del pubblico.

Tra il 67’ e il 69’ Bojinov (appena entrato) e Marques provano a salvare la panchina del loro allenatore, ma i loro tiri vengono bloccati dal promettente portiere della primavera del Napoli, seduto in curva A.

78’ Lavezzi, che da piccolo mangiava gli stessi omogeneizzati di Cavani, lancia il compagno a rete, ma Mirante che usa le stesse scarpe di Garella, respinge di piede.

85’ Cavani, se fosse stato un essere umano, sarebbe ormai con la lingua a terra, e invece dopo quasi un’ora e mezza di corsa continua, chiede il triangolo a Lavezzi, che lo serve con un tocco magico, e l’uruguaiano, da posizione impossibile, tira un missile che passa tra palo e portiere! Il pubblico si alza in piedi, come non accadeva da tempo al San Paolo.

Questo ragazzo è molto poco umano. Un giorno scopriremo dov’è il trucco. Non è possibile che un uomo dotato solo di due polmoni sia fisicamente in grado di fare quello che fa questo atleta, che a vederlo da vicino sembra così gracile che un soffio di vento può portarselo via da un momento all’altro. Ma fin quando qualcuno non proverà da quale Galassia sia venuto, dobbiamo alzarci in piedi ed applaudire la classe, la costanza, la sostanza e la professionalità di questo calciatore.

Non ce ne vogliano i compagni. Oggi tutti hanno giocato abbastanza bene, su tutti Yebda, Pazienza e Zuniga, e nessuno ha giocato al di sotto della sufficienza 8nemmeno Cribari), ma questa partita Cavani l’ha vinta quasi da solo. Anche se, solitamente, nessun calciatore vince mai da solo le partite.

E, nonostante le catastrofiche previsioni di metereologi e gufi, il cielo oggi è più azzurro che mai. E pure la classifica…

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di Gianni Puca
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