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Da Puerta a Matzuda, quante morti nel pallone


Da Puerta a Matzuda, quante morti nel pallone
04/08/2011, 15:08

Giovani, campioni, sani nell'immaginario di tutti. Per questo le loro morti sono sempre state choc. Giallo e tragedia anche in quella di Naoki Matsuda, 34 anni, difensore ed ex nazionale del Giappone, l'ultima solo in ordine di tempo tra i calciatori scomparsi precocemente: il giocatore nipponico, che con la maglia dei Blue Samurai aveva disputato il mondiale di casa del 2002, e' morto a due giorni dal ricovero d'urgenza dopo aver perso i sensi durante un allenamento con la sua squadra, il Matsumoto Yamaga. La lista nera dei decessi tra sportivi ancora in attivita' e' lunga. Tra le piu' recenti c'e' quella di Dani Jarque, capitano dell'Espanyol stroncato da un'infarto, nell'estate del 2009, nella sua stanza del ritiro di Coverciano, mentre era al telefono con la moglie. Ma l'elenco nero delle morti e' lunghissimo, se si va nel campo dell'attivita' agonistica. Da Ferraris IV a Taccola, da Curi a Foe' e' spesso il calcio a provocare lacrime e sgomento. Quello italiano e' segnato, nella sua storia, dalla tragedia di Giuliano Taccola, attaccante della Roma fulminato da un infarto nello spogliatoio di Cagliari e morto sull'ambulanza nel trasporto in ospedale. Correva l'anno 1969, e da allora non fu piu' la stessa cosa. Anche se c'era il precedente di Ferraris IV, mediano campione del mondo morto in campo per infarto, ma in una partita di vecchie glorie quando aveva 43 anni. A riaprire poi quelle ferite, un altro addio tragico e destinato a rimanere nei ricordi di tutti i tifosi italiani. Renato Curi e' un nome e una storia. E' il 30 ottobre 1977, Perugia-Juventus e' partita per il vertice anche per la squadra umbra. Gli annali ricordano perfino l'ora di quello scatto del ventiquattrenne centrocampista dei grifoni e dell'improvviso crollo: sono le 15.34, col cuore di Curi si ferma anche il tempo. Scena analoga ed esito fortunatamente diverso dodici anni dopo, sul campo del Bologna, quando ad accasciarsi sull'erba e' Lionello Manfredonia. Arresto cardiaco, intervento di soccorso immediato e salvataggio. Ma quel fantasma nero sui campi di gioco ha continuato ad aleggiare a tutte le latitudini, e in tutte le epoche. La Spagna vincente del nuovo millennio e' ancora sotto choc per la morte di Antonio Puerta, giocatore della nazionale e del Siviglia crollato in campo nel 2007 durante una partita col Getafe; fu arresto cardiaco, massaggio cardiaco, ritorno nello spogliatoio, e poi nuovo arresto cardiaco. Fu l'autopsia a stabilire che lo spagnolo soffriva di una displasia ventricolare destra, un'aritmia visibile solo ad esami piu' approfonditi. Lutto mondiale fu quello di Marc Foe', ventottenne centrocampsta del Camerun stroncato da un arresto cardiaco in una partita di Confederations Cup nel 2003. Fu choc anche per la Fifa, che da allora impose di innalzare i livelli dei controlli medici preventivi. Senza poter cancellare la paura di quel male oscuro che stronca quelle corse palla al piede. (ANSA).

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di Roberto Russo
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