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Dal calcio 35 milioni per il Fisco


Dal calcio 35 milioni per il Fisco
07/09/2011, 11:09

I calciatori di serie A verseran­no nelle casse dell’Agenzia delle Entra­te fra i 30 e i 35 milioni di euro. Una par­te considerevole di quel che lo Stato in­tende ricavare nel 2012 dal redivivo con­tributo di solidarietà. Sino a quando si parlava di redditi oltre i 500.000 euro, veniva stimato un incasso di 35 milioni per il 2012 e 87,7 nel 2013. Il giorno do­po la firma del contratto collettivo, il go­verno del presidente del Consiglio (e del Milan), Silvio Berlusconi, ha provveduto a infliggere una doccia gelata tanto ai calciatori quanto alle società. Ieri Berlu­sconi ha ancora una volta rivisto e cor­retto la manovra economica che dovrà consentire all’Italia di raggiungere a tap­pe forzate (entro il 2013) il pareggio di bilancio. Il contributo di solidarietà, can­cellato qualche giorno fa, è rispuntato, ridimensionato tanto nell’entità (sarà del 3 per cento, nella versione originale era del 5 e del 10) quanto nell’area di reddi­ti che andrà colpire (si partiva, prima, dai novantamila euro, adesso si calcole­rà a partire dai trecentomila euro, ver­ranno coinvolti in tutto 34.000 contri­buenti). Sarà un intervento una tantum prolungato nel tempo visto che verrà prelevato sino a quando il famoso pareggio non sarà stato raggiunto (dunque almeno sino al 2013). Il contributo era stato lo scoglio su cui si era anda­ta ad arenare il negoziato tra Aic e Lega di A, in pratica la "causa prima­ria" dello sciopero. Il fat­to che sia rientrato dalla finestra proprio il giorno dopo la firma del contratto, ap­parirà agli occhi di Maurizio Beretta co­me una sorta di beffa.

NUMERI - In Lega a Milano ieri hanno fat­to un po’ di conti. D’altro canto, li aveva­nogià eleborati nei giorni scorsi, quando infuriava la polemica con l’Aic. Que­st’anno la serie A pagherà circa un 1,1 miliardo (lordo) in stipendi (più di 900 milioni solo per le prime squadre, senza contare bonus, giocatori fuori rosa e gio­vani già contrattualizzati). Esclusi i sala­ri più bassi, quelli nor­malmente pagati ai più giovani, il contributo di solidarietà dovrebbe inci­dere su circa 1,050 mi­liardi di euro di stipendi. Applicando su questa ba­se il tre per cento, si giun­ge a un versamento com­plessivo che si andrebbe a collocare tra i 30 e i 35 milioni di euro. Una somma notevole ma sempre inferio­re a quella che i giocatori di serie A avrebbero versato nelle casse dello Sta­to se fosse passata la prima versione del contributo di solidarietà (5 per cento sul­la parte eccedente un reddito di 90 milaeuro, il 10 per cento sulla parte ecceden­te un reddito di 150 mila euro): i calcoli parlavano di un saldo complessivo di ol­tre cinquantacinque milioni di euro. Questa nuova imposizione finirà per creare tensioni all’interno dei club. Me­tà serie A, infatti, ha concordato gli sti­pendi al netto e la situazione è evidente­mente più complicata in quelle società che normalmente pagano stipendi più elevati, come il Milan o la Juventus. Bi­sognerà vedere come la norma sarà scritta, se indicherà (come aveva annun­ciato il ministro Calderoli) con chiarezza i soggetti che dovranno provvedere al pagamento (con la piccola consolazione della deducibilità).

Fonte: Corriere Dello Sport

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di Salvatore Formisano
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