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TRISTE DEJAVU

Dall'Anfield al Madrigal, il film non cambia


Dall'Anfield al Madrigal, il film non cambia
25/02/2011, 09:02

Il Napoli esce dall'Europa League, e con lui lo fa l'Italia intera. Alla fine della partita, è forse questa l'immagine migliore a cui possono pensare i tifosi azzurri. Dopo anni di buio, la città è tornata ad essere la migliore rappresentante del Bel Paese in una competizione europea. Anche per questo il Napoli esce a testa alta. Anche per questo, bisogna applaudire ed applaudirsi.
Ma, all'analisi tattica della partita, quella del Madrigal di Vila Real è quesi una sconfitta dejavu di qualche mese prima. Napoli nella tana del nemico, superiore a lui non per storia remoto, ma per quella recente. Azzurri protagonisti di una partenza sprint. Un gol di vantaggio. E poi più nulla, o quasi.
Così come in terra spagnola, era stato in quella inglese. Nella fase a gironi, anche in casa del Liverpool gli azzurri avevano avuto la stessa focosa partenza. Pressing alto e ritmi veloci. Il gol di Lavezzi ad aprire la partita. Salvo poi mettere in conto gli errori difensivi ed un pizzico di sfortuna che girarono il match dalla parte dei padroni di casa.
Così è stato con il Villarreal. E d'altronde in comune c'era pure lo stesso risultato dell'andata. Uno 0-0 con qualche rimpianto conquistato al San Paolo. Ed anche con gli spagnoli c'è stata la stessa interpretazione della gara. Corsa e ritmo nei primi venticinque minuti. Gol del vantaggio con Hamsik (stavolta Lavezzi fa da assistman). Poi le classiche disattenzioni difensive e quella sfortuna che, prima con Nilmar e poi con Rossi, in quattro minuti trascina il Napoli dal Paradiso all'Inferno.
Stesso film, insomma. E di temp in cui si riciclano "manuali d'amore" capita pure di rivedere pellicole passate.
Se non altro, Mazzarri ha ora una conoscenza in più nel suo bagaglio tecnico da portare in giro per l'Europa.

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di Salvatore Formisano
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