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"Tecnico delusione. DG incapace", CT in forse.

De Laurentis dice addio a Marino. Donadoni resta


De Laurentis dice addio a Marino. Donadoni resta
27/09/2009, 18:09

Brutta aria in casa Napoli. Il presidente Aurelio de Laurentis ha ceduto alle provocazioni della splendida Ilaria D'amico che l'ha portato per mano sul sentiero della confessione. Un je accuse che ha lasciato un sapore di licenziamento per l'attuale dirigenza tecnica-manageriale della sua squadra. Dopo essersi pentito da imprenditore per aver affrontato due campionati di serie C nei suoi primi 5 anni di patronato sulla squadra partenopea, Dela ha parlato del presente senza lasciare uno spiraglio per l'allenatore Roberto Donadoni. L'attuale tecnico Napoli rischia il posto ed è stato già classificato dal presidente come una delusione alla stregua del suo predecessore Edy Reja. Un De Laurentis nervoso ed aggressivo quello visto in tv sul canale satellitare di SKY prima del match casalingo contro il Siena. A sorprendere tutti è stata la critica mossa dal produttore cinematografico nei confronti del suo Direttore Generale Pierpaolo Marino. Motivo della contestazione pubblica mossa dal presidente al suo DG è stato quello di non avergli fornito in questi 5 anni una propria rete di osservatori, condivisa con l'Udinese dove si sa bene che Marino svolge il suo secondo turno di lavoro, e quello di aver fatto comprare alcuni bidoni travestiti da giocatori. O il presidente ha sentito il bisogno di giustificarsi con i tifosi per il clamore annunciato dalla cerimonia hollywoodiana di presentazione della sua squadra scaricando la sua colpa sui propri collaboratori, oppure, ha voluto gridare "al ladro" per essere stato truffato da un direttore generale che molti gli avevano sconsigliato per essere noto nel settore come affarista. Fatto sta che al presidente ha speso 50 milioni di euro per una squadra che o manca del giusto allenatore, oppure nel peggiore dei casi, gli è stata assemblata secondo esigenze di tornaconto economico di chi gli ha suggerito determinati acquisti. E' da sottolineare, però, che, contemporaneamente agli arrivi, il Napoli ha subito due grosse perdite nell'organico che, invece, stanno disputando un inizio di campionato strabilliante nelle loro nuove squadre: Domizzi nell'Udinese e Mannini nella sua Sampdoria. Tutti ora vogliono la testa di Donadoni e di Marino, ma molti li hanno difesi quando si è trattato di farsi trasportare dal solito entusiasmo che da sempre allontana i presidenti del Napoli calcio dal loro obiettivo principale. Speriamo che adesso il presidente abbia capito che le cose all'ombra del Vesuvio non funzionano come a Beverly Hills, ma a quanto pare ancora deve imparare ad utilizzare una forma più discreta nel prendere decisioni. Il direttore Generale ha appreso del suo esonero dalla tv seppur fosse già nell'aria un suo allontanamento dall'asse societario. Dopo la partit,a De Laurentis ha moderato i toni nei confronti del DG dando la colpa alla D'amico colpevole di averlo incitato nella sfuriata prima del match, quando è stato evidente lo sfogo dinanzi alle telecamere del presidente che ha rinnegato una storia d'amore durata cinque anni. Donadoni per ora resta incollato alla panchina del Napoli, mentre il patron azzurro partirà per l'America dove farà mente locale per trovare un sostituto migliore di Marino.

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di Livio Varriale
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