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Delvecchio: "Mazzarri grande tecnico"


Delvecchio: 'Mazzarri grande tecnico'
30/03/2011, 12:03

Se Gennaro Delvecchio si è ritrovato all’improvviso in migliaia di formazioni del Fantacalcio in tutta Italia, il merito è anche di Walter Mazzarri. Con il tecnico livornese, infatti, l’attuale giocatore dell’Atalanta, divenne uno dei più ambiti centrocampisti del cosiddetto listone. Perché? Semplice: segnava. E tanto per essere un mediano. Stagione 2008-09, Delvecchio è alla Sampdoria. In panchina siede per il secondo anno consecutivo Mazzarri, arrivato sesto nel campionato precedente, che decide di cambiargli ruolo. Da centrocampista a mezza punta. Risultato? Delvecchio firma 6 gol in 28 partite di campionato. Il suo record in serie A. "Fu la mia annata più positiva in assoluto – rivela Delvecchio in esclusiva a ilsussidiario.net -. Forse la posso paragonare solo con il campionato 2006-07 con Novellino. Ma di Mazzarri ho anche il ricordo del 6° posto dell’anno prima".

Qual è la qualità di Mazzarri che ha apprezzato di più alla Sampdoria?

"Il modo di comunicare con i giocatori. Walter è sempre aperto, disponibile con tutti, ci tiene a chiarire e spiegare ogni cosa. Nella gestione del gruppo è davvero formidabile. Infatti la cosa che per me ha contraddistinto quelle stagioni insieme è proprio il bel rapporto che avevo con lui".

In più Mazzarri è uno che di calcio ne capisce: come la trasformò in goleador?

"In serie B e nell’anno con Novellino alla Sampdoria avevo già segnato parecchio per un centrocampista. Lui mi chiese di inserirmi ancora di più negli spazi. A volte addirittura mi schierò mezzapunta, anche se avevo sempre precisi compiti in fase di copertura. E cioè infastidire il playmaker avversario. Andò bene e con lui segnai anche a Inter e Milan…"

Chi tatticamente fa il suo lavoro nel Napoli attuale?

"Direi Hamsik, che non è una punta, ma è più che un centrocampista. Soprattutto per la sua abilità nel trovare i varchi giusti nelle difese avversarie e fare gol".

Assomiglia questo Napoli alla Sampdoria di quegli anni?

"Gli uomini sono molto diversi. Noi avevamo in Cassano l’uomo su cui puntare. Correvamo tutti per Antonio, che spesso risolveva le partite con una sua giocata, ma che a volte non era in giornata e perciò ti ritrovavi a giocare praticamente in 10. Nel Napoli di oggi invece corrono tutti e tutti insieme. Merito sicuramente del mister. Lavezzi è la stella della squadra, ma avete visto quanti chilometri si fa?"

Fonte: Ilsussidiario.net

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di Salvatore Formisano
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