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"CI SERVONO PUNTI"

Denis: "Napoli? Non guardo in faccia a nessuno"


Denis: 'Napoli? Non guardo in faccia a nessuno'
22/11/2011, 11:11

Il 19 che porta sulla maglia è un omaggio a Santo Espedito, al quale è devoto: ricorre il 19 aprile, è il patrono delle cause disperate e urgenti. Perfetto per l’Atalanta che partiva da -6 e per il suo nuovo centravanti, German Denis: scaricato dal Napoli e dall’Udinese, ripescato (in prestito) da Pierpaolo Marino e rigenerato da Colantuono. Nove gol in 11 giornate, 5 nelle ultime 4, capocannoniere della Serie A dopo la doppietta a Siena. L’unico atalantino capocannoniere in A è stato Filippo Inzaghi, 24 reti l 1996-97, ma nemmeno lui era partito così forte (8 le sue reti). Come Denis, solo Karl Age Hansen e Jorgen Sorensen, campionato 1949-50. «Ma a Siena ci voleva la vittoria, quello che conta è quello», esordisce il Tanque.
Denis, si goda almeno un po’ il primato dei cannonieri.
«In effetti avevo segnato così tanto soltanto con l’Independiente: 27 gol nel 2007, 13 nelle prime undici giornate dell’Apertura. In Italia al massimo ne avevo fatti 8, più 2 in Coppa Uefa, al Napoli tre anni fa».
Con il Napoli vi rivedrete sabato: qualche mese fa gli ha già segnato con l’Udinese.
«Non possiamo guardare in faccia a nessuno. Abbiamo bisogno di punti, arrivare alla sosta con la maggior quantità possibile per la salvezza».
E di Napoli che ricordi ha?
«Sono stato benissimo. Ho lasciato molti amici, dentro e fuori dal campo. Sento ancora spesso il Pocho Lavezzi e Campagnaro».
Lavezzi l’ha visto da poco nella Seleccion, con Messi, Higuain e Aguero. Rubato qualche segreto?
«Ma quelli non hanno segreti, sono fenomeni e basta, di un altro pianeta. Io devo pensare a fare quello che so fare ».
Cioè segnare. Un altro gol e avrà il bonus da 70 mila euro.
«Il bonus è solo una spinta in più per far vincere la squadra. È quello che conta, non quanti gol fa Denis».
Già pensato a un altro bonus?
«Per ora no. Magari quando avremo conquistato la salvezza vediamo cosa si può riuscire a prendere...».
Ma perché a Napoli e a Udine non segnava e all’Atalanta è scatenato?
«È un insieme di fattori, a partire dall’allenatore che conosceva il mio stile di gioco, così la squadra mi aiuta tantissimo. Mi mancavano minuti in campo, quelli che ho avuto qui fin dall’inizio: mi sono sentito importante».
C’entra qualcosa la dieta a zona che segue?
«Me l’hanno suggerita Bellini e Manfredini. Mi aiuta a stare bene fisicamente, di conseguenza sto bene psicologicamente. E conta tantissimo».
Ha detto di ispirarsi a Batistuta e Crespo.
«E non va dimenticato Milito. Per quello che ha fatto nell’Inter lascerà un grande ricordo nel calcio italiano».
Prenderebbe il suo posto nell’Inter?
«Non voglio dire niente, se no si fa confusione. Io penso solo all’Atalanta».
Pensa anche ai 24 gol di Inzaghi?
«Io provo solo a continuare così. Per far vincere l’Atalanta, sia chiaro». Chjarissimo.
FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

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di Redazione
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