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Denis:Decide il Napoli, ma se arriva Toni vado via


Denis:Decide il Napoli, ma se arriva Toni vado via
30/05/2010, 19:05

El Tanque Denis esprime un po' di frustrazione e indecisione sul suo futuro in un'intervista apparsa sul Corriere del Mezzogiorno:

Prima è l’idolo, poi il brocco. Da un eccesso all’altro: a seconda delle circostanze, dei gol e degli umori di una piazza passionale ed anche esigente. Di mestiere fa il centravanti, dell’ariete ha la caparbietà, non il tocco fine. Destino strano quello di German Denis, 29 anni a ottobre, da due in maglia azzurra e un contratto col Napoli ancora lungo. Non è uno di quei personaggi dal carisma trascinante, colpiscono di lui la professionalità e la grande dedizione al lavoro. Una riserva «di lusso» sempre all’ombra del più forte. Zalayeta prima, Quagliarella poi. Ed ora al centro (suo malgrado) del mercato del Napoli. Il club di Aurelio De Laurentiis cerca un bomber da venti gol; molte società di A (Genoa, Udinese, Bari) cercano invece un bomber di nome Denis. L’argentino moneta quasi contante per azzardare acquisti più importanti.

Che effetto le fa, Denis?

"Non nascondo che le richieste di altri club mi gratificano molto. Significa che nonostante tutto al Napoli finora ho fatto bene".

Nonostante cosa?

"Non ho fatto molti gol, cinque nella stagione appena finita. Potevo farne di più, ma un po’ la sfortuna un po’ anche le circostanze, mi hanno penalizzato. Di sicuro mi aspettavo di più".

Da chi: dal Napoli o da se stesso?

"Da me stesso, naturalmente. Potevo e dovevo dare di più. Di occasioni ne ho avute e anche tante. Però non è sempre semplice quando la testa non è tranquilla".

In che senso?

"Ho sempre giocato quando qualcun altro era infortunato o squalificato. Dovevo guadagnarmi tutto in novanta minuti. Ogni partita diventava un esame, una sorta di prova. Era una mia condizione mentale, per carità. Perché poi Mazzarri mi ha sempre dato fiducia e riconosciuto stima. Con lui ho un rapporto eccezionale. È l’allenatore che ti trovi in ogni momento, col quale puoi sempre parlare di tutto. Che lascia sempre la sua porta aperta, per qualsiasi problema. Mi ha dato molto quest’anno".

Cinque gol, effettivamente, per un centravanti sono pochi.

"Non c’è dubbio. Però sono stati gol importanti, hanno portato punti e il Napoli ha raggiunto un traguardo storico. Sono felicissimo di questo".

E ora che si fa?

"Ora sono a casa mia in Argentina e sto bene, sono spensierato con la famiglia e gli amici. Ho visto Lavezzi l’altra sera a cena".

Il Pocho cosa le consiglia, di andar via da Napoli o di insistere?

"Anche lui è d’accordo: devo scegliere la soluzione migliore per me. Resterei a Napoli a vita: città bellissima, gente che mi dimostra affetto, società seria. Ma un attaccante deve giocare, deve avere continuità per rendere al meglio".

Genoa, Udinese, Bari sono sirene per lei.

"Tutti club interessanti, dove si gioca proprio per l’attaccante. Ma non dipende da me, la prima scelta è Napoli e saranno loro a decidere".

Pazzini, Matri, Maxi Lopez: si sente inferiore?

"No, perché l’attaccante vive di stagioni. Il Pazzini della Fiorentina piaceva a pochi, poi nella Sampdoria è esploso. Me la gioco con tutti, l’importante sarebbe partire alla pari, una competizione corretta".

E se arrivasse Toni?

"Toni è un calciatore importante in Italia. Se arrivasse significherebbe per me non giocare e quindi mio malgrado dovrei andar via. Ripeto, deciderà la società".

Napoli a volte la ama, altre la critica. lei come si divide tra le due anime di una città così esigente?

"La gente che incontro per strada mi fa sempre sentire affetto e stima. I napoletani credo mi vogliano bene... Forse i giornalisti meno. Quante critiche, meno male che leggo poco".

Però un voto in pagella le cambia l’umore?

"Ma no. Certo se è basso ci sto male, ma me la prendo con me stesso".

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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di Roberto Russo
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