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Antonello Perillo, giornalista Rai, a Settimana Azzurra

"Domenica al San Paolo con la maschera di Collina"


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'Domenica al San Paolo con la maschera di Collina'
08/02/2010, 16:02

NAPOLI - “11 contro 11 avrebbe vinto il Napoli – ne è sicuro Antonello Perillo, vice-caporedattore della Rai di Napoli, e lo sottolinea nel corso di Settimana Azzurra (in onda ore 21.15 sul canale Julie Italia) – gli azzurri hanno giocato molto bene anche con l’uomo in meno e questo è un dato di fatto. La squadra meritava i tre punti e gli errori di Damato hanno influito. Complotto? Se pensassi una cosa del genere cambierei lavoro perché il calcio non avrebbe più quel significato che gli diamo, sarebbe una farsa e non voglio crederci. E’ vero, però, che gli arbitri non sono all’altezza e che potrebbe non esserci la capacità per gestire il Napoli visto che ora qualsiasi errore può diventare un caso.”
Tanti gli errori arbitrali visti fino ad ora, è rimasta nella mente l’espulsione di Maggio per simulazione: “E’ evidente che quello su Maggio era rigore, non ho visto la caviglia del giocatore ma lui stesso ha detto che ha un segno di cinque centimetri e io gli credo. C’era l’espulsione di Lukovic e Damato è andato in panne. Devo dire, però, che ha fatto una cortesia al Napoli sul gol del pari perché era in fuorigioco, ma poi è andato completamente in panne. Ha sbagliato tutto ciò che si poteva sbagliare”.
C’è il rischio che la squadra subisca il contraccolpo psicologico, pensando che c’è qualcosa di scritto o tutto questo caos potrebbe dare una spinta in più alla squadra?’: “Il rischio c’è, ma ho visto un buon Napoli. Una squadra tonica che doveva vincere quella partita. Potrà provare a rifarsi domenica con l’Inter. Vincere potrebbe riconsegnare morale”.
Domenica, nella notte di San Valentino, ci sarà un San Paolo tutto gremito e pronto a sostenere gli azzurri. “Lancio una provocazione, anzi un’idea ironica: perché non andiamo tutti allo stadio con il volto di Collina? Sarebbe un modo per farsi sentire, ma con civilità e con il sorriso sulle labbra. Il designatore non dovrebbe offendersi, è di Viareggio e lì il Carnevale è di casa”.

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di Francesca Fortunato
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