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Domenico:Al San Paolo non c'è posto per i disabili


Domenico:Al San Paolo non c'è posto per i disabili
20/04/2011, 10:04

Riceviamo e pubblicihiamo una lettera di denuncia di un tifoso del Napoli. Domenico, ragazzo disabile, mette in evidenza i disagi vissuti all'ingresso dello stadio San Paolo in occasione di Napoli-Udinese.

Ciao Onda Libera,
mi chiamo Domenico, sono un ragazzo di 20 anni affetto da tetraparesi spastica, ma può bastare solo “disabile”.
Scrivo per segnalare un’ingiustizia, che non ho subito solo io ma insieme a molti altri:
Domenica 17 aprile, come quasi tutte le domeniche, mi sono recato allo stadio San Paolo di Napoli, accompagnato da mio cugino, Antonio Soviero, per assistere alla partita serale di Napoli-Udinese.
Siamo arrivati alle ore 17:30 con quell’emozione unica che solo un tifoso napoletano prova ogni volta, prima di entrare al San Paolo. Di solito alle 18 i cancelli si aprono, ma domenica sera le cose non sono andate esattamente in questo modo: i cancelli non si sono aperti, e dopo un’ora eravamo ancora in attesa.
Dopo un po’ ci hanno detto che c’era bisogno della prenotazione telefonica e che sarebbero entrati solo i sessanta disabili che avevano effettuato la prenotazione.
Come può accadere una cosa simile quasi alla fine del campionato, dopo essere entrati sempre e senza l’esigenza di una prenotazione telefonica?
Ma non è finita qui: i cancelli non si sono aperti nemmeno per i sessanta disabili della prenotazione!
Al posto NOSTRO sono entrate le “persone normali”: liberamente e senza essere controllate da nessuno. Gli “addetti ai lavori” erano troppo impegnati a inveire contro di noi, dovevano tenerci a bada. E quando qualcuno ha chiesto spiegazioni, ci hanno risposto: “Non entrerete perché rompete le palle”.
Tra urla e imprecazioni, una signora è persino svenuta: il caos totale e nessuno disposto ad aiutarci, poliziotti compresi, che hanno preferito lavarsene le mani. Ci hanno negato persino di vedere la partita dal maxi schermo, ma cosa sta succedendo?
Perché ci devono togliere il diritto di assistere alla partita della squadra del cuore?
Non ho parole per quello che è accaduto domenica allo stadio, è qualcosa di vergognoso, che non dovrebbe mai capitare, eppure è successo e nessuno ne ha parlato: non un giornale che abbia riportato l’accaduto osceno.
Quella sera mi sono vergognato di essere italiano, non potevo far finta di niente, nel mio piccolo dovevo pur fare qualcosa: spero che possa servire per il futuro, almeno ad impedire che si verifichi di nuovo.
Sono un ragazzo di 20 anni e come tutti i ragazzi ho una passione: il calcio! Una passione che purtroppo è destinata solo a rimanere un sogno, non potendo diventare calciatore, mi resta solo il Napoli: chi ha il coraggio di togliermi anche questo?
 
Domenico Foglia
fonte:Ondaliberatv

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di Redazione
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