Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

Donadoni torna sul luogo del delitto


Donadoni torna sul luogo del delitto
18/03/2011, 09:03

Napoli per il riscatto. Lo dice Biondini, l’ha annunciato Donadoni, l’hanno puntualizzato Conti e Agostini. L’urlo di guerra del mediano, specie dopo una gara in cui si è applaudito un avversario doc quale l’Udinese quarta in classifica, merita un approfondimento. Il “rosso”, fuori per squalifica con i friulani, ha il contratto che scade nel 2012. Per inciso, identica storia anche un altro pezzo pregiato del bouquet rossoblù, Andrea Cossu. Due temi delicati. Anche perché è consuetudine che le trattative si aprano almeno dodici mesi prima. Ovvero, adesso. E non è detto che Cellino si sia già mosso.

Intanto, c’è da prepararsi al meglio per il San Paolo. Anche perché il presidente nel dopo Udinese è stato lapidario: “Da qui alla fine, sono tutti sotto osservazione”. Napoli, doppio riscatto. Per archiviare al meglio il 4-0 firmato dall’Udinese. Ma anche per cercare di rimettere a posto lo sgarbo calcistico dell’andata. Nel posticipo di domenica il Cagliari ha più di una ragione per cercare di preparare al meglio la trasferta. Col Napoli, negli ultimi anni, è sempre stato scontro a tutto campo. Inoltre, si approda in casa di un club con ambizioni e classifica che la dice lunga sulle potenzialità attuali e future. A partire dal trio Lavezzi-Hamsyk-Cavani che all’andata ha strozzato la gioia in gola ai ventimila del Sant’Elia. Il ricordo fa ancora male: punizione per il Cagliari, rossoblù al completo nell’area di De Sanctis, palla ribattuta, Cavani che trova Lavezzi con un lancio di 50 metri. Stop e tiro del “Pocho” che gela Agazzi. Bisoli e soci a pezzi.

Ma stavolta, la musica cambia. Donadoni torna nello stadio da cui è stato cacciato da De Laurentiis per i troppi pareggi. In più, raccontano i cronisti locali, l’aplomb britannico e riservato non è mai stato il massimo per la natura e la storia del capoluogo campano. Di fatto, quella con il Napoli è partita che si svolge su più piani. Anche perché è la prima, stando alle parole del patron, di nove finali. Assetto e modulo da trovare. In casa Cagliari si ragiona sull’assetto. E sulle opzioni tattiche e tecniche. Intanto, ci sono out Nené (postumi della distorsione alla caviglia rimediata a Bologna: rientra per la trasferta col Genoa), Astori, squalificato, e Pisano: nuova contrattura ieri in allenamento. Il resto è ok. Torna Ariaudo per Astori. Dunque, spazio alle manovre: in mezzo, c’è Conti in regia, ma ballano in quattro per due maglie. Con Biondini ci sono Lazzari, Nainggolan e Missiroli. Se si gioca a tre, Biondini e Nainggolan sono in pole. Ma Lazzari potrebbe giocare se si opta per il doppio trequartista, al fianco di Cossu con Acquafresca boa alta. Oppure, turno di riposo per Nainggolan, Lazzari e Biondini esterni. A meno che il “rosso” non riparta dalla panca. Più Cossu dietro Acquafresca e Ragatzu. Donadoni ha quattro giorni per pensarci. Lo farà sino a poche ore dal fischio dell’arbitro. Intanto il Cagliari partirà per la Campania senza supporter al seguito (charter sabato sera e ritorno domenica notte dopo la partita) perchè la gara del San Paolo è vietata ai tifosi rossoblù.

Fonte: TuttoCagliari/LaNuovaSardegna

Commenta Stampa
di Salvatore Formisano
Riproduzione riservata ©