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Ha rischiato la vita per una autoemotrasfusione

Doping: 12 anni di squalifica per il ciclista Riccò


Doping: 12 anni di squalifica per il ciclista Riccò
19/04/2012, 15:04

ROMA - Accolta la richiesta della Procura federale del Coni: il ciclista Riccardo Riccò non potrà mai più correre, a causa di una squalifica di 12 anni da qualsiasi sport. La condanna è stata motivata da un episodio di autoemotrasfusione - attività equivalente all'assunzione di sostanze dopanti - durante la quale il ciclista si è sentito male ed è stato necessario ricoverarlo in ospedale. Infatti, l'autoemotrasfusione è una pratica che consente di avere un sangue molto ricco di ossigeno per alcuni giorni, e quindi l'organismo è in grado di sopportare sforzi più intensi per periodi più prolungati. Ma è una pratica pericolosa perchè il sangue diventa più denso e quindi sono a rischio il cuore, i reni e c'è il rischio di trombosi ed ictus.
Questo se viene fatto secondo le regole. Ma Riccò lo fece in casa, perchè lo fece quando era già sospeso per doping per aver preso l'epo, altra sostanza proibita. Il problema è che il sangue va congelato perchè devono passare alcuni giorni tra il prelievo e la trasfusione. Ma in ospedale lo congelano con tutte le cautele del caso; il congelatore di casa è troppo lento per fare un buon lavoro e l'acqua all'interno del globuli rossi ha il tempo di ghiacciare formando cristalli che lacerano le cellule. Così, quando ci fa la trasfusione, l'organismo deve smaltire le cellule morte, creando una tale quantità di tossine da mettere in crisi tutto il corpo.

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di Antonio Rispoli
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