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IL CIUCCIO CHE VOLA

E' arrivato Franceschino?


E' arrivato Franceschino?
14/02/2011, 10:02

Allo stadio Olimpico, un tifoso romanista che qualche settimana fa si presentò mascherato da sceicco, ora è travestito da Statua della Libertà. Qualcuno giura che sia partito da casa vestito così. Si mormora che anche un indiano sia interessato all’acquisizione della Roma. La mamma del giovanottone, che ha già acquistato un vestito da capo apache, prega affinché la società capitolina ufficializzi presto il passaggio di consegne alla nuova proprietà, prima che suo figlio possa essere colpito da una irreversibile crisi di identità.

La sfida tra Roma e Napoli è di quelle che vale almeno sei punti. Il Napoli deve cercare di sfatare l’ennesimo tabù, che resiste ormai da diciassette anni. I tempi sembrano maturi.

Inizia la partita.

5' Aronica ha notoriamente problemi di carie, Simplicio prova ad estirpargli un molare con i tacchetti. L’associazione medici dentisti italiani lo denuncia per esercizio abusivo della professione.

Nell’arena dell’Olimpico iniziano i cruenti scontri che proseguiranno fino alla fine. Alcuni quasi all’ultimo sangue, qualcuno all’ultimo sputo. Non esistono più i gladiatori di una volta. Al posto delle belve feroci, entrano nell’arena undici leoni, travestiti da fieri ciucci, e un branco di lupi affamati di punti.

24' Pazienza cattura un pallone respinto dalla difesa giallorossa dopo una bella azione del Napoli e con un missile terra aria abbatte la statua della libertà, che stava mangiando un Mac chicken.

25’ De Sanctis, che non è mai stato in America, va a visitare la statua della libertà, e porta da mangiare ai piccioni che si sono appollaiati sul tifoso giallorosso.

27' Cavani, che a San Valentino compie ventiquattro anni, va vicinissimo a superare il record di Careca. Tutti i napoletani sono orami innamorati di lui…

28' Punizione per il Napoli dal limite. E qui è necessario aprire una parentesi. Walter Gargano, noi ti vogliamo bene. Sei uno dei calciatori ai quali siamo in assoluto più affezionati. Tu dai sempre l’anima in campo, a fine partita se si strizza la tua maglietta ne escono almeno sei secchi di sudore, e noi ti apprezziamo per questo. Ma te lo chiediamo per pietà, lascia stare i calci di punizione e i calci d’angolo. L’esito di questo penalty manco lo raccontiamo. Speriamo solo che sia l’ultimo.

 

31' Azione pericolosissima del Napoli, Cavani prova a battere a rete, un piccione giallorosso viene colto da una colichetta nel mentre sorvola la statua della libertà. Il tifoso giallorosso, colpito in pieno, interpreta quel maleodorante segnale come un cattivo presagio.

36' Rosi stoppa la palla con le mani fuori dall'area, Bergonzoni assegna la punizione al Napoli ma non ammonisce il difensore. Allo scadente arbitro va però riconosciuta un’ammirevole coerenza, sbaglia a favore dell’una e dell’altra squadra. Poteva espellere almeno due calciatori per parte. 

47’ Hamsik, lanciato da Lavezzi, viene spinto in area da Juan. Bergonzoni, a malincuore, fischia il calcio di rigore per il Napoli. I romanisti protestano anche in quest’occasione, ma questa è evidentemente l’unica decisione corretta dell’umoristico arbitro.

48' Cavani è diventato ormai il rigorista principe del Napoli. L’uruguaiano prende la rincorsa con diverse centinaia di migliaia di tifosi sulle spalle. Quello non è semplicemente un calcio di rigore, in quel pallone per i napoletani c’è racchiuso un sogno, che è stato chiuso in un armadio per troppo tempo. Tra i tifosi partenopei c’è chi chiude gli occhi, chi prende dal portafogli l’immaginetta sacra di Maradona e recita il rosario. Quei secondi sembrano interminabili. Cavani tira, il pallone colpisce il palo sulla destra del portiere… e qui sarebbe interessante riportare gli epiteti di tutte le migliaia di tifosi napoletani sparsi per il mappamondo e vedere le loro espressioni in quel momento, in quello immediatamente successivo, quando il pallone sembra aver colpito l’altro palo, e nel momento in cui Cavani ricaccia dentro il pallone tra le proteste dei giallorossi. Ma la palla era già entrata, spinta dalla passione dei cinquemila napoletani assiepati sugli spalti dell’olimpico e da tutti gli altri che hanno tirato insieme a Cavani. Il boato azzurro fa tremare l’Olimpico. 

58' Mazzarri tira fuori Dossena prima che ci pensi Bergonzoni. Entra Zuniga. Molti tifosi azzurri si fanno il segno della croce con la mano sinistra. Il colombiano entra in campo dribblando il guardalinee.

60’ De Sanctis chiede una carta, Vucinic due, Borriello passa, Cannavaro è servito. De Sanctis incarta un full, Vucinic rimane con una coppia di nove, Cannavaro aveva una scala. De Sanctis nelle ultime partite è imbattibile.

 

72' Il gioco si fa duro e Mazzarri mette dentro Yebda. Esce Hamsik, che ha giocato un’altra ottima partita. Forse  è meno appariscente di Lavezzi e Cavani, ma lo slovacco è preziosissimo per il Napoli, quindi invitiamo Abramovich ad andare a fare la spesa altrove.

74' Tiro da fuori di Menez, De Sanctis – che era stato appena denunciato da Brunetta per essersi più volte allontanato dal posto di lavoro - si tuffa e timbra il cartellino.

75' Lavezzi viene lanciato a rete, è solo davanti a Julio Sergio, potrebbe dribblarlo, scavalcarlo, semplicemente trafiggerlo come un lupo allo spiedo, ma fa l’unica cosa che non doveva fare. Il lupo è agonizzante, il ciuccio crudele lo sta sgranocchiando lentamente. Ma non dovrebbero farlo soffrire così, sarebbe molto più umano  finirlo e porre fine a quella lenta agonia.

63’ Totti, in panchina, ha finito il credito. Si avvicina a Menez e gli chiede: “Ahò, che me dai un centesimo? Dovemo richiama’ Spalletti”.

65’ Ranieri ascolta preoccupato le lamentele del capitano. Totti, intanto, comincia il riscaldamento a bordo della sua ape Piaggio.

76’ Ranieri, per salvarsi il posto, mette dentro Totti, che entra con il megafono in pugno e lancia il suo grido di guerra: “E’ arrivato Franceschino”! I cinquemila tifosi partenopei presenti all’Olimpico lo accolgono con un pernacchio sincronizzato.

Intanto Rosi, allievo prediletto di Totti, sputa verso Lavezzi, girato di spalle. Sul collo del Pocho, solitamente pacato come il Dalai Lama, pesa una grande responsabilità: non deve reagire, non deve cedere alla provocazione, ci attendono impegni importanti, tra due partite c’è lo scontro al vertice con il Milan. L’argentino si gira verso il lama giallorosso, i tifosi partenopei sperano che non lo faccia, le guance dell’argentino si gonfiano, i tifosi napoletani chiudono gli occhi. L’arbitro non intuisce nulla, anche perché il giallorosso è un ragazzo dalla faccia pulita. Al di là del provvedimento che prenderà il giudice sportivo, Lavezzi deve capire che non può cadere in queste provocazioni. Se saltasse la partita decisiva con il Milan sarebbe per il Napoli un danno incalcolabile, e se anche non venisse squalificato per inapplicabilità al caso della prova televisiva, non avrebbe dato certamente un buon esempio ai bambini che lo vedono come un idolo.

80’ Menez prova a chiamare Totti, ma Franceschino non è raggiungibile.

82’ Su cross di Cannavaro, Cavani impallina il lupo cattivo. Insieme ai cinquemila napoletani sugli spalti esultano anche Cappuccetto rosso e la nonna. In molti hanno chiesto la beatificazione di Cavani, ed è proprio con lo stinco di santo che l’uruguaiano devia il pallone alle spalle di Julio Sergio. All’Olimpico viene avvertita una scossa dell’ottavo grado della scala Mercalli, con epicentro nel cuore di ciascun napoletano. Io, insieme ad un gruppo di amici, sono a cena in un agriturismo. Dalla finestra, si vede un ciucciariello che alza le zampe al cielo, che si azzurra nonostante l’ora tarda. Quasi tutti gli ospiti dell’agriturismo sono napoletani e fanno il giro dei tavoli e si abbracciano senza conoscersi assolutamente. Con l’ultimo boccone di roast beef in bocca telefono a  Sergio, il mio cognato romanista, che continua a inviarmi sms eccependo che il rigore non c’era. Gli faccio notare che il Napoli ha dominato la Roma in lungo e in largo. Gli passo al telefono un gruppo di tifosi imparziali, bergamaschi, bolognesi, juventini, siciliani, che avallano la mia tesi nei rispettivi dialetti. In realtà, al telefono è sempre il dott. Rufolo, mio carissimo amico, che lo prende in giro in tutti i dialetti d’Italia .

84' Mascara entra al posto di Cavani, che esce tra gli applausi scroscianti dei tifosi azzurri.

Il Napoli offre l’ennesima prova di forza all’Olimpico. Ora speriamo che la squadra non subisca troppe pressioni dai tifosi, che sono notoriamente tutti disoccupati. A Roma c’erano almeno cinquemila disoccupati, ce ne saranno almeno settantamila di disoccupati in casa con il Villareal e il Catania e tantissimi ce ne saranno anche a Milano. Chissà che a questi disoccupati si unisca anche l’ex allenatore Silvio Baldini, attualmente disoccupato, e riciclato come opinionista in tv.

Intanto, il tifoso romano vestito da statua della libertà torna a casa abbattuto come una torre gemella.


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di Gianni Puca
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