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IL CIUCCIO CHE VOLA

E buchiamolo questo pallone !


E buchiamolo questo pallone !
01/03/2011, 10:03

MA BUCHIAMOLO QUESTO PALLONE !

 

A San Siro, i calciatori del Napoli si riuniscono negli spogliatoi e organizzano una seduta spiritica.  Il capitano degli azzurri invita i compagni a formare la catena. Cribari, distratto come sempre, va verso il bagno. Cannavaro intuisce l’equivoco in cui è caduto il brasiliano e lo richiama: “Cribà, ho detto di formare la catena… non di tirarla, dobbiamo invocare lo spirito di Lavezzi…” “Pocho, se ci sei batti un colpo”, chiede il capitano.

Nello spogliatoio accanto si sente il rumore di una forte pallonata e un urlo di dolore. La voce sembra quella di Allegri. “E’ lui, è lui, il Pocho”, grida De Sanctis, “…l’ha beccato in pieno”.

 Lo spirito di Lavezzi è con la squadra, ma lo spirito non basta. Per questa partita, il contributo di Lavezzi sarebbe stato fondamentale, ma l’argentino è stato estromesso da questa sfida.

Intanto, in tribuna stampa, un giornalista napoletano indossa una maglietta con la scritta “Silenzio stampa”.

Inizia Milan – Napoli. In teoria, sarebbe una sfida scudetto, ma noi della partita non parleremo, perché è stata falsata già quindici giorni fa. E che senso avrebbe fare la cronaca di una farsa?

La sfida è stata ingiustamente privata di uno dei protagonisti e questa cosa non può e non deve passare in secondo piano. L’abbiamo già detto, ma lo ripeteremo fino alla noia che la prova televisiva con la quale hanno squalificato Lavezzi era inammissibile. Dalle immagini esaminate sia in primo che in secondo grado, non si vede nella maniera più assoluta il presunto sputo di Lavezzi. Ridicola è la messinscena con la quale si è cercato di far credere che in secondo grado siano stati acquisiti filmati nuovi di Mediaset, che mostrerebbero ciò che non mostrano le immagini di Sky. Primo perché non è assolutamente vero, atteso che, come confermato anche dai dirigenti di Mediaset premium, le immagini per Sky e per Mediaset sono fornite dallo stesso broadcaster, quindi non c’è nessuna possibilità che ciò che si vede nei filmati di una non si veda nei filmati dell’altra. A meno che non siano state taroccate… Ma se anche, per assurdo, ciò corrispondesse al vero, nuovi filmati sarebbero inutilizzabili ai fini probatori, se esibiti solo in secondo grado. Ciò violerebbe ogni più elementare principio giuridico. Tra l’altro, avendo l’arbitro di Roma-Napoli ammonito Rosi e Lavezzi, vuol dire che aveva visto, e di conseguenza la prova televisiva era inammissibile anche sotto questo ulteriore profilo. Ridicola, a tal proposito, è anche la manfrina organizzata da Tosel che chiedeva un’integrazione del referto all’arbitro, che dopo aver visto (male) le immagini televisive, diceva di aver ammonito i due per reciproche scorrettezze. Ma l’arbitro scrive il falso, perché le immagini mostrano chiaramente che le spinte sono avvenute tra Cassetti (non Rosi) e Lavezzi, quindi è evidente quanto goffo il tentativo di allinearsi alle direttive provenienti dall’Alto.

Questa sfida è una farsa anche perché due dei protagonisti non avrebbero dovuto essere in campo. Rubinho, domenica scorsa, ha segnato il goal decisivo (altri due punti rapinati) aggiustandosi la palla con la mano. Ma Tosel, ossia lo stesso giudice sportivo che squalificò Gilardino per due giornate, per la stessa identica cosa, questa volta non ha ritenuto ammissibile la prova televisiva. Lo stesso giudice sportivo che squalificò per due giornate Zalayeta per la mancata confessione di una presunta simulazione che determinò l’assegnazione di un sacrosanto calcio di rigore contro la Juve.

“Striscia la notizia”, inoltre,  ha mostrato delle immagini di Milan – Lazio in cui Ibrahimovic ne dice di tutti i colori all’arbitro, mettendo in serio dubbio anche la paternità di quest’ultimo, ma anche qui niente prova televisiva e niente squalifica.

Chiunque abbia delle nozioni base di diritto sportivo, ma anche solo di logica, non si riesce a spiegare come si possa considerare come prova certa un qualcosa che non si vede, eppure i vertici di Mediaset hanno ritenuto addirittura di dare una promozione a Tosel e Coraggio. I due, infatti, per il prossimo anno sono stati messi sotto contratto per Forum.

Dal fischio finale di Roma - Napoli si è scatenato un vero e proprio terrorismo mediatico, finalizzato ad ottenere una riduzione dei rischi della capolista pro tempore in occasione della visita che di lì a poco gli avrebbe fatto una delle squadre più pericolose del campionato.

L’opera è stata completata da Rocchi, l’arbitro delle grandi occasioni, che non può non aver sentito quello che Gattuso gli ha urlato sotto al muso appena all’inizio della partita, e che avrebbe portato all’espulsione immediata di qualsiasi calciatore di Cesena, Lecce e anche del Napoli. Un arbitraggio scientifico non è quello in cui ti annullano goal, ti regalano rigori, ma anche e soprattutto quello che ti blocca sul nascere ogni azione pericolosa. Fischiare tre fuorigioco inesistenti (in una delle azioni Cavani stava andando in porta) condiziona notevolmente la partita e incide in maniera forte sulla psiche dei calciatori, che neppure possono protestare perché già sanno che pioverebbero ammonizioni sui diffidati. Certo, si dirà, che il guardalinee non vedeva da anni la sorella, accorsa allo stadio per lui, e che è comprensibile che ogni tanto la salutasse con la bandierina. E ma se così è, potevano mandarli dalla De Filippi… Lì poteva sbandierare quanto gli pareva...

Per quanto riguarda poi il rigore che ha sbloccato una partita avviata verso lo zero a zero, c’è precedentemente un fallo netto su Cannavaro di Ibrahimovic, che era anche in fuorigioco. Quando parte il cross Ibra è in posizione regolare, ma dopo il tocco di un milanista in area, lo svedese è davanti a tutti i difensori napoletani. Ma l’arbitro e i guardalinee non vedono né il fallo, né il fuorigioco dello svedese, ma solo il fallo di mano di Aronica. Inoltre il calcio d’angolo dal quale è iniziata l’azione è una pura invenzione dell’arbitro. All’inizio di campionato Berlusconi si è lamentato per il fatto che gli mandavano arbitri di sinistra, ma dopo quell’episodio contestato, ha avuto arbitri e guardalinee di opposto schieramento, e soprattutto giudici sportivi evidentemente destrorsi.  

Che il fallo di mano di Aronica sia folle è pacifico, che il Napoli abbia giocato malissimo è più che pacifico, ma che fino a quel momento neppure il Milan avesse tirato in porta e che l’azione del goal che ha sbloccato la partita fosse irregolare è ancora più incontestabile. Così come è fuori di dubbio che se l’arbitro espelle Gattuso e/o Pato per fallo di reazione su Aronica o per aver passeggiato con i tacchetti sulle gambe di Cannavaro, la partita avrebbe avuto un altro andamento. Non è vittimismo questo, ma non si può sempre tacere di fronte alla prepotenza, e non si può consentire di legalizzare i furti. Certo, Moratti potrà dire che anche questa settimana è stata rispettata la par condicio, visto che l’Inter ha sbloccato il risultato con una punizione regalata e in virtù di un rigore netto non concesso alla Samp; Allegri dirà che il fallo di mano di Aronica è sanzionabile a differenza di quello di Rubinho, perché Aronica non è brasiliano, ma se il calcio è ridotto in questo modo, buchiamolo questo pallone! Se ormai quelli che hanno le televisioni possono condizionare l’andamento di un campionato, noi che gli diamo pure i soldi a questi Signori, disdiciamo tutti gli abbonamenti. Ascoltiamole alla radio le partite, così non vediamo quello che purtroppo accadrà sempre e che non potremo mai evitare.  

Tutto questo arriva dopo una partita di andata in cui Pazienza veniva espulso per doppia ammonizione per due falli di mano a centrocampo (regola cambiata nel corso del campionato apposta per De Rossi), mentre a Nesta e a qualche altro milanista veniva riconosciuta l’immunità. Tutto questo viene dopo un’altra partita Milan – Napoli, di pochi anni fa, condizionata dal sig. Rocchi Tarocchi, che viene rispolverato spesso per questi tipi di partite. Tutto questo viene dopo uno schifo atavico. Sui campi di calcio italiani ci vorrebbero anni per spalare tutto il fango, che ormai impedisce al pallone di rimbalzare regolarmente. Al San Paolo, domenica sera, sono apparsi un paio di striscioni significativi: “Morto un Moggi se ne fa un altro”, diceva uno. Su un altro c’era scritto: “La mamma dei Moggi è sempre incinta”. Ma noi vorremmo aggiungere che almeno Moggi aveva il buon senso e il pudore di navigare sott’acqua, di utilizzare schede telefoniche slovene, cercando di non dare troppo nell’occhio. Cercava di rubare come ogni ladro dovrebbe fare, ossia cercando di non farsi vedere. Il nuovo Sistema, invece, spostatosi da Torino a Milano, è così prepotente da non cercare neppure di nascondersi. Ora si ruba alla luce del sole, o sotto i riflettori, a seconda dell’orario di inizio degli spettacoli. Si parla di par condicio, di stop di mani alla brasiliana; si irride in questo modo tutte le altre squadre del campionato, si irridono i tifosi, si irride lo sport, si truffa chi investe soldi nel calcio, si truffa chi semplicemente paga il biglietto per andare allo stadio o per fare l’abbonamento per la pay per view. E che alcune televisioni appoggino questo scempio, considerando non decisivo il goal di Rubinho perché il Milan ha vinto due a uno e non uno a zero è da voltastomaco.

Ibrahimovic, confidando sul fatto che è Rocchi ad arbitrare, prova addirittura un doppio carpiato indietro in area. Concedere il rigore sarebbe stato più che scandaloso, ma non si spiega neppure perché l’arbitro non lo ammonisca per una simulazione vergognosa. Lo stesso fa Flamini.

Mazzarri, a fine partita, è così imbufalito che potrebbe aprire un caseificio. Personalmente, durante la partita, ho fatto una decina di mozzarelle e qualche fiordilatte.

Noi siamo sicuri che non finisca qua. Il Napoli ha giocato la peggior partita dell’era Mazzarri, ma il Napoli non è certamente questo. Purtroppo, il Napoli non può prescindere da Lavezzi, e se ce lo tolgono e ci costringono a giocare in dodici contro dieci, dovremo accontentarci degli avanzi che ci lasciano sotto al Palazzo.   

L’immagine più bella della partita è quella che la regia mostra nell’intervallo, con un bambino napoletano e uno milanista che si abbracciano affettuosamente sugli spalti.

Questa rubrica è nata per cercare di sorridere sul calcio, che almeno in teoria rimane pur sempre un gioco. Oggi ci è difficile fare dell’ironia, ma speriamo che l’Avv. Grassani riesca almeno a vincere  il ricorso per il riconoscimento dell’invalidità civile e l’accompagnamento per il povero Aronica.

Questa volta la “prova televisiva” è indiscutibilmente dalla nostra parte.

L’unica cosa simpatica avviene dopo la partita. Emilio Fede e Lele Mora fanno uno scherzo infame al loro comune amico e, anziché Ruby, la Carfagna e la Minetti, questa volta gli mandano la Gelmini, con indosso solo la maglia di Jankulowsky, e Mariangela Fantozzi, che indossa la sola maglia di Cribari (ma qualcuno dice anche il contrario…) a ballare il bunga bunga negli spogliatoi per festeggiare.  

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di Gianni Puca
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