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IL CIUCCIO CHE VOLA

E' la somma che fa la differenza


E' la somma che fa la differenza
07/03/2011, 08:03

Vittimismo? No, grazie.

Un campionato regolare? Se ce lo date ci farebbe piacere.

Noi non ci consideriamo depositari della verità assoluta. Non vogliamo dire che i rigori di ieri su maggio e Mascara fossero netti. Non vogliamo dire neppure che quello di lunedì per il Milan fosse inventato. Così come non ci va neppure di ribadire che il goal di Ranocchia fosse in fuorigioco, che Rubinho nell’azione del goal al Chievo aveva stoppato nettamente la palla con una mano. E nemmeno vogliamo ritornare sulla squalifica di Lavezzi comminata in barba al regolamento, e rinunciamo pure a chiederci perché Mazzarri venga espulso per aver chiesto un calcio di rigore, mentre Gattuso e Ibrahimovic prendono a male parole gli arbitri e non vengono né espulsi dall’arbitro né squalificati con la prova televisiva. Anche se sarebbe legittimo chiedercelo, sorvoleremmo pure su un’altra domanda: come mai Pazienza contro il Milan viene espulso per due falli di mano a centrocampo e De Rossi no.

Ma preferiamo chiudere il dibattito sull’argomento con una constatazione inoppugnabile: è la somma che fa la differenza!

 

Il commento della partita lo lascio a chi fa recensioni teatrali. Io ritengo che quella con il Brescia sia nient’altro che il terzo atto della sceneggiata scritta a quattro mani da Tosel e dai suoi compagni di merende. E, pertanto, mi rifiuto di commentare l’ennesima farsa.

 

Solo una piccola nota tecnica credo sia indispensabile. Quando manca ( ci tolgono) Lavezzi, in campo non viene a mancare solo l’argentino. Lavezzi è il principale fornitore di assist di Cavani, che senza di lui è costretto a rientrare in difesa a recuperare palloni giocabili. La caratteristica migliore di Marek Hamsik è quella di lanciare in profondità gli attaccanti e Lavezzi è l’unico attaccante del Napoli che scatta in profondità e capace di azionare il contropiede. Così come è l’unico in grado di saltare l’uomo. I mediani del Napoli, che siano Gargano, Pazienza o Yebda, sono tutti ottimi interdittori, ma nessuno di loro è in grado di far partire l’azione, che deve necessariamente essere affidata alle iniziative di Lavezzi e Hamsik.

Quindi non pensiamo che togliendoci Lavezzi ci hanno tolto un solo calciatore. Il colpo è stato ben assestato. Così come ben assestati sono i colpi che sembrano casuali a certe squadre che giocano contro certe altre squadre, che si ritrovano in un colpo solo squalificati un difensore (il migliore), un centrocampista (quello di maggior caratura tecnica), un attaccante (il più prolifico) e l’allenatore. Si dirà… “è stata rispettata la par condicio”.

Noi non replichiamo neppure.

De Laurentiis ad un certo punto della gara è stato protagonista di un gesto che potrebbe prestarsi a varie interpretazioni. Noi vogliamo pensare che abbia voluto incitare il pubblico, alla Cassano, e non aizzarlo. La protesta degli invisibili deve essere forte e determinata, ma civile e ironica.

Magari organizzare una manifestazione di protesta sotto al Palazzo e anche sotto i palazzi di Tosel e degli altri giudici antisportivi. Mostrare striscioni ironici e goliardici, attaccare manifesti con le sentenze di contenuto diverso riguardanti casi analoghi. Ma nient’altro che questo.

 

Ovviamente, dobbiamo prenderci anche le nostre colpe. Se manca Lavezzi e la squadra non riesce a battere il Brescia (anche a prescindere dai rigori non concessi) c’è qualcosa che non va. Se Mazzarri, che considero il miglior allenatore che ha avuto il Napoli da quando seguo il calcio, si intestardisce a schierare Zuniga trequartista, diamo una grossa mano al “destino avverso”. Se continuiamo a schierare Aronica, che pare voglia seguire la carriera di Giani e Zorzi, lasciando in panchina giovani rampanti come Santacroce e Ruiz non ci aiutiamo. Se insistiamo su un calciatore che è al momento il simbolo del nervosismo latente che non consente al ciuccio di volare, ci facciamo del male. Quel giocatore, in campo, ci mette l’anima, ma al momento non è sereno e deve essere momentaneamente accantonato. Fermo restando che il pubblico non deve fischiarlo durante la partita ma solo alla fine. Ovviamente lo stesso discorso vale per tutti i calciatori. Fino al 97esimo sono tutti calciatori del Napoli. A fine partita si può criticare la squadra, l’allenatore, la società, ma durante la partita bisogna fare fronte comune. Così come la stampa e le televisioni partenopee debbono fare fronte comune contro la stampa e le televisioni che tutelano gli interessi forti del campionato, che si spostano da una città all’altra del nord, ma che non scende mai verso il sud. Mazzarri forse avrà sbagliato la forma nel rivolgersi ad una signora che, con i soldi dei nostri abbonamenti alla pay per view, è stata assunta nel ruolo di opinionista e di moviolista, ma vogliamo dire che nella sostanza avesse sbagliato?

Ora azzeriamo tutto e rimbocchiamoci le maniche. Domenica saranno squalificati solo Aronica (sia lodato Gesù Cristo) e Dossena (sempre sia lodato), quindi se non si ritorna a giocare bene dovremo prendercela solo con noi stessi.


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di Gianni Puca
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