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MARADONA CT

E' lui il vero protagonista


E' lui il vero protagonista
21/06/2010, 08:06

In questa fase di calcio mercato, nella quale si nota tanta confusione e  scarsa chiarezza, almeno per quello che riguarda il Napoli, è giusto dare uno sguardo ai Mondiali. La manifestazione più grande al mondo, sta offrendo forse uno degli spettacoli meno piacevoli delle ultime edizioni. L'unica cosa che per ora attrae davvero, è lo scenario fantastico di un continente tanto povero quanto bello ed affascinante. Eh si, è l'Africa, anzi per la precisione il Sud Africa, la vera attrazione di un Mondiale per ora davvero scialbo e permetteteci di dirlo, in diverse occasioni parecchio noioso. Raramente era capitato di assistere a partite contraddistinte tutte o quasi da un motivo dominante, l'assenza di gioco e soprattutto di conclusioni in porta. In questa penuria di spettacolo, che speriamo si fermi alla fase a gironi, per poi lasciare spazio alle emozioni nella fase ad eliminazione diretta, non sono i giocatori i protagonisti. Un solo personaggio fino a questo momento, ha attratto l'attenzione e le scene; non gioca più purtroppo, ma continua ad essere il " re " incontrastato , Diego Maradona. Prima del Mondiale, nel periodo di qualificazione, sono piovute su di lui critiche infinite, da parte degli stessi argentini, la sua gente che non credeva nelle qualità di quest'uomo come allenatore. Il più grande giocatore di tutti i tempi incapace di sedere in panchina e guidare la propria nazionale. Indubbiamente i presupposti non erano dei migliori; Diego ha davvero rischiato di macchiarsi di una colpa imperdonabile agli occhi della sua gente, la non partecipazione dell' Argentina al Mondiale. La qualificazione è giunta all'ultima giornata, dopo che nella penultima partita del girone, contro il Perù, gli argentini restarono in gioco grazie ad una rete di Palermo al 93'. Da ricordare quella partita, nella quale Maradona  per festeggiare si tuffò nel fango come una foca, per non parlare del match finale contro l'Uruguay, con le famose dichiarazione condite da epiteti impronunciabili nei confronti di chi non aveva creduto in lui. E' sempre stato particolare e fuori dalle righe Diego e continuerà ad esserlo, genio e sregolatezza, anche e soprattutto fuori dal campo. Ma iniziato il Mondiale, sembra che tutto lo scetticismo che avvolgeva la nazionale argentina, stia pian piano sparendo alla luce dei risultati confortanti che il campo sta restituendo. Due vittorie sue due, condite da 5 reti realizzate e solo una subita. Certamente siamo solo alle prime battute, ma sembra che l'Argentina abbia acquisito una propria sicurezza ed il merito forse è proprio di Diego, il quale non conoscerà alla perfezione i moduli o le tattiche di gioco, ma garantisce qualcosa che forse è più importante di tutto ciò, la personalità, il carisma, l'auto-stima. Tutte qualità, che un giocatore ha bisogno di sentire in una guida, esiste la necessità da parte di un atleta di avvertire uno stimolo che chi allena deve essere capace di trasmettere, non basta essere in grado di spiegare come si effettua la diagonale difensiva, oppure se si vuole difendere a zona o a uomo. Maradona prima e dopo ogni partita, abbraccia i suoi giocatori, li bacia, li ringrazia, li coccola, li protegge  come un fratello maggiore, come un padre e i giocatori argentini lo stimano per questo, vedono in lui non solo il grande mito, ma anche il grande condottiero, l'unico che può davvero riportare l'Argentina sul tetto del mondo, proprio come accadde nel 1986, quando Diego alzò per l'ultima volta la coppa al cielo. In conferenza stampa l'ex Pibe ha replicato a Pelè e Platinì, in panchina non resiste alla tentazione di deliziarci con i suoi palleggi appena la sfera termina dalle sue parti, senza di lui questo Mondiale avrebbe perso molto. Del resto non ci sorprende che Maradona sia andato oltre quelle che sono le caratteristiche superficiali di un allenatore, riuscendo a diventare qualcosa di più profondo e che permette ai suoi giocatori di rendere al massimo. Non ci sorprende, perchè il Maradona calciatore non era molto diverso da quello attuale; mai nessuno dei suoi compagni ha parlato male di lui, anzi è stato sempre lodato perchè era il più umile tra tutti, pur essendo il più immenso. Un vero leader, è questo Maradona, e forse abbiamo tutti sbagliato nel dire che non sarebbe stato in grado di condurre l'Argentina ad un Mondiale, per ora la sua squadra  insieme al Brasile, è stata la migliore ed è sicuramente la favorita per la vittoria finale. Siamo italiani e la speranza sarebbe quella di rivedere la nostra Italia bissare il successo di 4 anni fa, ma se non dovesse accadere ( cosa che purtroppo appare probabile ), sarebbe bello dare il nostro appoggio ad un uomo che pur essendo contro le regole, continua a dimostrare di essere il più grande, il vero protagonista di questo Mondiale.

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di Gianluca Cammarota
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