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PARLA MAZZARRI

"E' mancato il gol, non commento il rigore"


'E' mancato il gol, non commento il rigore'
25/09/2011, 04:09

Non fa drammi Mazzarri. Il Napoli non riesce a riscattare il ko con il Chievo e non va oltre il pari al San Paolo contro la Fiorentina, ma il tecnico è felice della prestazione degli azzurri: «Ci è mancato il gol nel secondo tempo. A parte nel finale, in cui non avevamo più forze, il primo tempo è stato equilibrato, nel secondo c’è mancato solo il guizzo vincente. Serviva un episodio per sbloccare,  abbiamo fatto una grande partita e gli interpreti principali hanno dato tutto. Ma a calcio ci sono anche gli avversari e loro stasera avevano Jovetic, Montolivo, altrettanti giocatori importanti. L'avevo detto e lo confermo, la squadra di Mihajlovic può lottare per lo scudetto.  Nel primo tempo la partita era equilibrata, nel secondo tempo c’è stato un monologo nostro, non mi ricordo un tiro della Fiorentina, se non da fuori area in ripartenza, li abbiamo schiacciati lì. Volevamo vincere e abbiamo cercato di fare la partita. La serie A è questa, io non mi illudo mai, so cosa vuol dire fare la Champions, anche solo per i viaggi che facciamo, e lo smalto dei giocatori non può essere massimale. Sapevo che sarebbe stato così quest’anno. Andremo fino alla fine così, poi tireremo le somme».
Non molto contento della sostituzione nel finale Lavezzi, un po' in ombra stasera: «Aveva i crampi, si era fermato un po’ di volte in mezzo al campo, gli ho chiesto come stava e, una volta che si è messo a tirarsi su il piede e non aveva più energie, l’ho cambiato. E poi il campo era pesante, va messo a posto, sembrava di giocare sotto un temporale su un campo pesantissimo. Per questo anche Lavezzi ha finito con i crampi».
Chiusura sul rigore non concesso da Valeri per il netto fallo di mano di Pasqual sul cross di Zuniga nel secondo tempo. Mazzarri non si lamenta più di tanto: «Non commento. Il calcio è fatto di episodi. Questo poteva essere l’episodio che ci apriva la partita, che ci faceva giocare come al solito».
 

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di Roberto Russo
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