Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

SCRIVE CORBO

"Ecco le ragioni per cui lo Scudetto è possibile"


'Ecco le ragioni per cui lo Scudetto è possibile'
20/09/2011, 11:09

È stata per molti mesi una parola proibita. I discorsi dei tifosi erano interrotti da sguardi d’intesa, sembrava di leggere in quel silenzio improvviso dei puntini sospensivi. Prudenza, scaramanzia, incertezza, chissà. Oggi si parla di scudetto senza remore, come di un sogno vicino. Di un obiettivo non probabile, ma almeno possibile. È la novità da un anno all’altro. Che cosa è cambiato? Dieci motivi rendono oggi credibile il Napoli...
La prima verifica tra dieci giorni. Domani a Verona con il Chievo, sabato e martedì Fiorentina e Villarreal al San Paolo, l’Inter quindi nella sfida del primo ottobre a Milano. Un bel ciclo. Più che la vittoria sul Milan, debilitato da assenze e crisi atletica, è stato il pari di Manchester a dare la dimensione del Napoli. Ecco i punti rilevanti per credere nello scudetto 2012.
La condizione atletica. Non è facile piegare dopo una sola partita di campionato il City che ne aveva giocate 4. Ora bisognerà chiedere ancora di più ai giocatori e al preparatore Giuseppe Pondrelli. Limitare le due pause che puntuali frenano il Napoli. La prima a gennaio, dopo le vacanze nell’estate australe, in Argentina a Natale fa molto caldo. Feste e fusi orari creano fatali squilibri. L’altro stop a maggio, nel 2010 sfumò la Champions per l’Europa League. Nella primavera scorsa intervenne la misteriosa impennata di Mazzarri. Il Napoli perse 10 punti su 15 nelle ultime 5 partite. Salvò terzo posto e Champions.
Lo staff sanitario. L’équipe del fisiatra Alfonso De Nicola ribadisce il suo primato. Il Napoli da sette anni ha il minimo degli “indisponibili”. Il Milan ne ha perso il conto.
La concentrazione. Ha consentito un operoso ritiro a Dimaro e una partenza lanciata.
La vita privata. Un esempio fra tanti. Chi vede allenarsi Lavezzi, ne indovina il nuovo stile. Neanche a Porto Cervo, nella serata con turisti russi in un privé da 25 bottiglie di “Cristal”, bevve un sorso di champagne. Niente più cocktail, ma una salutare tisana anche a ristorante.
Le rimonte. Al contrario dell’anno scorso, il Napoli recupera sempre il risultato, dopo le false partenze. È il segno della migliore condizione e di una superiore autostima. Cavani. Si sentiva dire: «Vedrete, non può ripetersi». Visto, dopo i 33 gol del primo anno, già si ripete. Capocannoniere dopo due gare. Non è un caso. Ha trovato il suo gioco. Negli ultimi 30 metri. Schizza a sinistra o a destra se l’azione arriva dal centro, altrimenti piomba in area per aspettare l’assist dagli esterni. E rientra. L’altra sera, il Napoli si è riequilibrato quando Hamsik ha trascurato Seedorf per avanzare e bloccare le proiezioni di Bonera che a sua volta impegnava Maggio. Enorme il contributo di Cavani nel far velo di Van Bommel.
La crescita dei tre. Zuniga è affidabile anche a sinistra, ha smesso di ballare il tip tap. Mazzarri l’ha disciplinato. Maggio è un convoglio dell’Alta Velocità sulla fascia destra, e migliora la fase difensiva. De Sanctis, già al massimo, è la mente del gruppo italiano e governa la difesa.
Gargano. Il miglior acquisto. Scongiurata la sua cessione, è il partner ideale di Inler. Era il bullo dello spogliatoio e si sentiva il regista illuminato in campo. Ora: corsa, interdizione, disciplina tattica. Insostituibile.
Inler. Il mediano che mancava. Può dare di più. L’altra sera ha perso Aquilani negli attimi del gol milanista. Deve arretrare e marcare quando gli arriva una mezzapunta tra le linee. Sarà più facile per il Napoli superare così i disagi iniziali.
Il turnover. Ora è possibile. Mazzarri aveva Lucarelli, Sosa, Dumitru, Yebda. Oggi in panchina vanno tre nazionali: Pandev, Dzemaili, Zuniga. Non solo può sostituire, anche creare alternative tattiche e moduli nuovi.
Direte: che cosa manca al Napoli per essere un grande club? Uno stadio adeguato. Nuovo, costa oltre 120 milioni: quello della Juve, tremila euro per ciascuno dei 40 mila posti. Il San Paolo per il restauro chiede 30 milioni. De Laurentiis ha sospeso il canone in attesa di rinegoziare il rapporto. La convezione scade nel 2014. Meglio parlarne subito. È il momento. Basterà seguire le procedure europee degli enti pubblici. Né il Napoli né il Comune possono rinunciare allo scudetto della legalità.
FONTE: ANTONIO CORBO PER REPUBBLICA

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©