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QUANTA PRESUNZIONE...

Eh no, caro Mazzarri: stavolta l'hai fatta grossa!


Eh no, caro Mazzarri: stavolta l'hai fatta grossa!
16/02/2012, 12:02

“Se ritengo ingombranti le candidature di Lippi e Maradona alla panchina del Napoli? No, anzi… voglio prendermi questo merito: se il club azzurro oggi è così ambito, è merito mio e del mio staff e del lavoro che abbiamo svolto in questi anni, prendendo una squadra in grosse difficoltà e portandola dov'è oggi”.
Gonfia il petto Mazzarri, incurante delle critiche e dell’intolleranza di chi lo giudica “antipatico”. Mostratosi tronfio d’orgoglio per il lavoro svolto alle pendici del Vesuvio, peraltro giustamente, ma anche uomo di poca memoria, evidentemente.
Non solo, perché oltre ad essere smemorato, il nostro allenatore si è mostrato incredibilmente presuntuoso, sostenendo che Marcello Lippi e Diego Maradona sarebbero attratti dalla panchina azzurra per merito suo.
Una baggianata colossale, caro mister, ci consenta di dirglielo stavolta. Non perché il blasone del Napoli non sia cresciuto in questi due anni (è innegabile), ma perché quei due UOMINI (e lo scriviamo maiuscolo, badi bene) non sono certo legati alla città, che lei ha la fortuna momentaneamente di rappresentare, grazie al suo operato.
Già, perché se, caro mister, aprisse un po’ di più gli almanacchi e conoscesse la storia del calcio, saprebbe che sta parlando di due ex che ne hanno scritto pagine fondamentali. Uno, Maradona, ne è stato il Re incontrastato, un semi-Dio che qui viene adorato come fosse una divinità vera e propria. L’altro, Lippi, fu protagonista di una delle stagioni più convincenti del Napoli “recente”, nonché il Caronte capace di traghettare il calcio italiano, attraverso il lurido fiume di Calciopoli, dall’Inferno della vergogna al tetto del Mondo (2006, ndr).
Per questi e mille altri motivi che non ci va nemmeno di elencarle, caro mister, la invitiamo a parlare con più rispetto della storia e dell’appetibilità di questa città e di questa “piazza”.
Perché l’ammirazione per Napoli ha radici profonde e non nasce certo con lei. Se lo metta in testa…

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di Pietroalessio di Majo
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