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LO SFOGO

Fischi al San Paolo, l'amarezza del Pocho


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Fischi al San Paolo, l'amarezza del Pocho
15/05/2012, 09:05

Se ne va. Ezequiel Lavezzi, il fantasista che nelle ultime settimane lotta con il gol e una condizione che non arrivano e con i fischi che piovono (e che superano gli applausi) soprattutto dalla curva, ha lasciato il campo del San Paolo a modo suo: sguardo a terra, un modo per trattenere la rabbia, calpestando lentamente l’erba con le scarpette blu allacciate con il fiocco rosso. Fa fatica. Il giorno dopo affida il suo pensiero al blog: «Abbiamo chiuso il campionato con una vittoria al San Paolo e arriviamo carichi alla finale storica di domenica, un traguardo importante che potrebbe regalarci un sogno», dice mostrando di avere la testa già alla finale di Coppa Italia. Ma poi arriva l’affondo, un po’ risentito, quasi uno sfogo, nei confronti della gente che lo ha contestato. «Ieri (domenica sera, ndr) per me è stata una serata un po’ strana, ma ognuno è libero di dire la sua e di esprimere la proprio opinione. Rispetto tutte le posizioni e ringrazio tutti indistintamente».
Un’occasione persa per il Pocho per far luce, una volta per tutte, sulle voci che lo danno sempre più lontano da Napoli. Ma Lavezzi non lo ha fatto, ravvivando la ridda di indiscrezioni che lo vogliono, ogni giorno, una volta in Russia, un’altra a Parigi e un’altra ancora a Milano. E comunque non più in azzurro.
Non è la prima volta che Napoli fischia un suo grande amore. Successe pure a Diego Maradona: domenica 18 giugno del 1989, anche allora ultima di campionato. Quel giorno, durante un deludente Napoli-Pisa, qualcuno tirò una pesca verso il settore dove erano sedute Claudia e la figlia Dalmita, sfiorando la bambina. E giù una pioggia di fischi per una uscita dal campo dopo pochi minuti: «Se non mi amano più non hanno che da dirlo: e io me ne vado», fu la risposta del Pibe agli unici fischi della sua avventura napoletana. La frattura, poi, venne sanata.
Quella di domenica sera al Pocho è stata la prima contestazione all’argentino più amato di Napoli dopo Maradona e Sivori. Ma appare chiaro, dopo averlo visto in azione e dopo le sue parole scritte in maniera gelida sul suo sito personale, che il solco scavato tra sé e il club azzurro sembra molto profondo. Per Lavezzi contro il Siena è stata un’altra giornata nera per il giocatore abituato a infiammare i tifosi e che si prepara ad andare via. Il Paris Saint Germain pare abbia superato Inter e Anzhi nella corsa all’argentino. Il Napoli ascolta e valuta. L’argentino ha già detto di sì anche se la meta preferita resta Milano. Lui, a 27 anni suonati, vuole guadagnare il più possibile. De Laurentiis non sembra avere gli argomenti economici per trattenerlo.
In pratica: Carlo Ancelotti ha chiesto alla Qatar Sports Investments il Pocho. Sia lo sceicco Al Thani che Massimo Moratti e il milionario russo Suleiman Kerimov sono pronti a offrirgli non meno di 5 milioni a stagione, più del doppio che guadagna a Napoli. Il Napoli, come ammette anche il ds Riccardo Bigon, dirà di sì solo a chi offre la cifra più alta: «Non facciamo sconti a nessuno - dice a Sky - In cinque anni al Napoli ha fatto tanto bene, è il mito dei nostri tifosi. Chi lo dice che andrà via?» Soldi che poi verranno impegnati sul mercato: per Giovinco o Jovetic. C’è poi la scommessa Giuseppe Rossi: è infortunato, prima di febbraio non recupera, ma con la retrocessione del Villarreal ora si prende per meno di 12 milioni. Un affare. Anche se un po’ rischioso.


FONTE: IL MATTINO

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di Luigi Russo Spena
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