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CON LA "T" MAIUSCOLA

Fu così che Mazzarri varò il vero Tridente...


Fu così che Mazzarri varò il vero Tridente...
04/12/2011, 00:12

Un tridente di attaccanti. Di attaccanti veri, però. Si, perché fino ad oggi si è considerato Tridente un tridente che Tridente non è, quello composto da Hamsik, Lavezzi e Cavani.
Marek è un centrocampista, è tra quelli che lavorano e sudano per la squadra, consentendo ai due che sono lì davanti di esprimersi al meglio, senza doversi sacrificare troppo”. Parole pronunciate una qundicina di giorni fa da Walter Mazzarri, allenatore del Napoli, che sancì così l’inesatteza di una definizione di cui s’è troppo abusato.
Ed ecco che, in una partita sulla carta più abbordabile come quella di stasera con il Lecce, va di scena il Tridente. Si, con la “T” maiuscola, perché effettivamente tale.
Mazzarri rinuncia all’elemento che fornisce equilibrio, in favore di un terzetto più spregiudicato di quello usuale. Tali, infatti, sono le caratteristiche dei tre interpreti: Pandev, Lavezzi e Cavani. Tre attaccanti.
A dire il vero, proprio il macedone, che ha sostituito Hamsik, è uno di quei calciatori che in fase di copertura sanno sempre risultare utili. Non a caso fu parte importante del progetto tattico, improntato all’equilibrio, che portò l’Inter di Mourinho al trionfo del “Triplete” un anno e mezzo or sono: Milito centravanti, Sneijder subito alle sue spalle e, larghi sulle due fasce con “licenza di difendere”, Pandev ed Eto’o, rispettivamente sulla corsia destra e sinistra.
Partendo da destra, infatti, Goran ha sempre mostrato le cose migliori della sua carriera. La possibilità di partire largo per poi tagliare verso il centro gli consente di puntare l’area di rigore con pericolosità e di poter calciare verso la porta o servire assist in verticale col suo piede preferito, il sinistro, come accaduto stasera in occasione del primo dei due gol di Cavani, quello del provvisorio 2-0.
Ora che è finalmente sulla strada giusta, perché sembra che stia entrando in condizione, Mazzarri avrà più difficoltà a rinunciarvi. Chissà che questa soluzione del Tridente non venga adottata ancora, magari non solo nelle partite interne e più “abbordabili”, ma anche in gare dal tasso di difficoltà più elevato.
Chissà che Pandev non faccia vacillare l’intoccabilità di quel tridente (rigorosamente con la “t” minuscola) che tanto ha fatto parlare di sé. I tre tenori li chiamano. Ma attenti a non steccare, che c’è un macedone che scalpita per uscire dal coro e prendersi le luci della ribalta.

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di Pietroalessio di Majo
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