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LO SCRIVE CORBO

"Gargano è il mediano che tutti i tecnici sognano"


'Gargano è il mediano che tutti i tecnici sognano'
16/09/2011, 11:09

Il Napoli registra a Manchester un suo brevetto. Passando dalla paura al coraggio, ha esibito nel finale una evoluzione del gioco all’italiana. Un micidiale catenaccio di ultima generazione che mette insieme l’ordinata operosità di difensori e mediani con fulminei contrattacchi, condotti da almeno 5 giocatori. Un’azione da commando
E’ una novità tattica che riporta nel campionato italiano un Napoli ancora più temibile e sicuro di sé. Il pareggio di un Napoli agilmente passato dalla timida difesa del primo tempo ad attacchi spregiudicati segna un punto di confine. Fino all’altra sera, il Napoli va oltre la prudenza della sua voce più autorevole.
Mazzarri descrive il suo biennio come una fase di «vertiginosa crescita», ma sostiene che «ripetere lo straordinario terzo posto sarebbe una impresa ancora più straordinaria ». La realtà è diversa. Non si confondano i successi del Napoli con le vincite milionarie di Ospitaletto o Peschici. Il calcio non è il Superenalotto. Il Napoli di oggi è la sintesi dei sette anni illuminati. Dalla sezione fallimentare del tribunale alla Champions. Si possono distinguere due cicli. Il primo legato a Reja, gentiluomo e maestro di calcio che con la Lazio dimostra ancora la qualità della sua guida. Il secondo a Mazzarri, che ha saputo trarre il massimo da due campagne.
Le estati 2008 e 2009 con i cospicui investimenti di Aurelio De Laurentiis, ampiamente premiati dai risultati conseguiti da Mazzarri. Lavezzi, Hamsik, Gargano, De Sanctis, Maggio, Campagnaro, Zuniga, Aronica, Dossena sono ancora oggi fatica e talento, cuore e genio, fedeltà e costanza del Napoli. Su questa struttura, sono stati inseriti altri pezzi pregiati: Cavani, Inler, Dzemaili e quel Britos che dovrebbe valere oro, visto il prezzo di mercato.
Il Napoli spende bene, quando paga molto. Spreca, quando s’illude di risparmiare. Sembravano spiccioli, è sfumato invece un tesoretto calcolando i milioni dispersi per Sosa, Dumitru, Yebda e altre sbiadite figure. Un Napoli costruito così bene, pezzo dopo pezzo, non poteva deludere in campionato e Champions. Rivela anzi altri inediti punti di forza. E molti sono i meriti di Mazzarri, che ha lealmente ammesso anche un errore, richiamando mentre l’aereo ritirava la scaletta il protagonista di Manchester.
Esemplare la storia di Gargano, ricordando lo sfogo raccolto dal “Corriere dello Sport”. Si sentiva vittima a Napoli di equivoci, tanti equivoci che messi insieme lo avevano stroncato. Chi gli attribuiva paternità clandestine, chi amicizie sbagliate, chi lo bollava per carattere e piedi ribelli. La verità è emersa. Gargano è il mediano che tutti gli allenatori sognano se fa solo quello che sa: pressing temerario, contrasti rapinosi, inversione del gioco, passaggi corti.
Al resto pensa Inler, ed ecco la coppia perfetta. Sarà bene per il Napoli tutelare meglio i suoi giocatori, prima di esporli come rottami da scasso. Questo insegna Manchester. Fusione non solo tecnica. Gli italiani osservano con limpido sorriso, né acredine né pregiudizi, i sudamericani. Ne assecondano le tendenze. Pittoresco il rito del “mate”, bevanda analcolica che si ricava da un’erba essiccata (yerba mate) e che gli argentini bevono a litri e in gruppo. Se la offrono, è segno di amicizia. La bottiglia passa di bocca in bocca. Pratica sconsigliata anche dalla più scadente Asl, ma è tra i segreti di un monolitico gruppo.
Lavezzi è il leader, prima della gara ha rincuorato tutti stringendo la mano dei giocatori schierati. Cannavaro il capitano e De Sanctis il sapiente tollerano volentieri anche la scelta di musiche latino-americane. “Waca Waca” è ormai un trapano nel cervello, negli spogliatoi come in viaggio, ma va bene così. Perché aiuta a vincere una squadra lanciata su due fronti dopo appena due gare.
Il pareggio di Manchester apre scenari insperati. Il Napoli ha tre gare al San Paolo. I tedeschi del Bayern hanno sconfitto in Spagna il Villarreal. Battendo il Manchester in Germania possono consolidare il primato: 6 punti. Il Napoli può inserirsi nella scia (4 punti) vincendo con il Villarreal, che rimarrebbe a zero. Manchester City penultimo con 1, ci pensate? Una prospettiva eccitante anche in campionato. Il Napoli gioca domenica il primo scontro scudetto. Vedere la sua squadra a un solo punto (5 sotto il Napoli) è l’incubo di Galliani. Si è scoperto con dichiarazioni piccate sulla diversità di giudizi tra le gare di Barcellona e Manchester. La paura di perdere quota è evidente. In quattro giorni sembra sia stato già scelto l’anti-Milan. Si leva un vento nuovo sul calcio, da Napoli sfiora Milano e supera la Manica.
FONTE: ANTONIO CORBO PER “REPUBBLICA”

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di Redazione
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