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BIANCONERI "GRANITICI"

Gazzetta.it: E ora chi fermerà la Juve?


Gazzetta.it: E ora chi fermerà la Juve?
30/11/2011, 11:11

L'allenatore bianconero a Napoli cambia modulo ("l'avevamo provato in un allenamento"), i suoi lo seguono nonostante le difficoltà. Pirlo e Pepe i simboli: faticano e soffrono ma non mollano mai. Anche così si spiegano le dodici partite di imbattibilità.
Il pensiero del Trap aleggia nella mente di Antonio Conte che ghigna soddisfatto quando gli citano l'ormai filosofico concetto del "Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco". Nel momento in cui il San Paolo stava mantenendo la sua fama di altare sacrificale delle big, ecco spuntare ancora una volta quel carattere, quella grinta che sopperisce a qualche lacuna tattica e all'assenza di Marchisio.
LO STRAPPO — Conte ora può esser soddisfatto di aver superato quello che aveva definito l'esame di maturità più importante. L'averlo scavallato in questo modo gli fa sentire ancor più in pugno un gruppo che ha fatto il salto di qualità e si propone senza ipocrisie alla conquista del titolo. Conte ha cercato il risultato seguendo una via tortuosa, rischiosa ma gratificante. Ha cambiato modulo, rendendolo speculare al Napoli, così da poterlo attaccare dove si sentiva più forte. "Alla fine abbiamo provato il nuovo assetto in un solo allenamento alla Borghesiana". Conseguenziale le difficoltà del primo tempo, ma anche meno semplice la risalita, dal 3-1. La squadra lo ha seguito senza mugugni, abolendo quella cultura degli alibi che troppo spesso attecchisce nel nostro calcio. Se c'è voglia di far gruppo si sopperisce alle lacune, aiutandosi.
GLI UOMINI SIMBOLO — Stavolta sono i gregari. Perché Estigarribia e Pepe soffrono più di tutti la posizione. Ma nel momento in cui vengono costretti a subire gli avversari, trovano la forza interiore per reagire, andare ad attaccare e trovare gol importantissimi. Quelli che garantiscono una mentalità vincente, che va oltre le dodici partite di imbattibilità.
IL SACRIFICIO DI PIRLO — Andrea è stato giustamente salutato e osannato come nuovo leader del gioco Juve. Classe sopraffina, sempre decisivo nelle partite importanti col Milan e la Nazionale, per una volta Pirlo ha toppato. Inguardabile il suo primo tempo con errori d'impostazione che lo rendevano irriconoscibile. Un ginocchio che scricchiola e una condizione precaria sarebbero alibi perfetti per tanti, non per lui. Rimasto comunque in campo, accettando una bagarre che non poteva sostenere per una volta dall'alto della classe ma che ha combattuto con carattere e le residue forze. Dando un esempio importante a tutti per dedizione e voglia di stare in campo. E ora chi fermerà questa Juve granitica?
FONTE: Maurizio Nicita per Gazzetta.it

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di Redazione
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