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IL GIUDIZIO NEGATIVO

GdS: De Laurentiis, una sceneggiata avvilente...


GdS: De Laurentiis, una sceneggiata avvilente...
28/07/2011, 10:07

«Sono Aurelio De Laurentiis, mi porti lontano da qui». Sono le 20.30 quando il presidente del Napoli ferma un ragazzino in motorino: in abito grigio e, naturalmente, senza casco, sale sullo scooter facendo perdere le sue tracce. Se non è una scena da cinepanettone questa... Infatti il patron infuriato lo preannuncia: «Siete tutti delle merde, delle teste di cazzo, tornerò al cinema».
Sceneggiata - In via Feltre a Milano, negli studi che di solito ospitano il programma tv «L’Infedele » si elaborano i calendari della Serie A. Al presidente del Napoli, che in avvio di trasmissione (diretta Sky Sport) aveva chiesto di salvaguardare le squadre che giocano in Europa, le prime giornate uscite dal computer non vanno giù. Perché becca Milan e Inter. L’infedele diventa lui che bisbiglia qualcosa non proprio da gentleman: «Qui sono tutti degli stronzi, questa è una gran cazzata. Me ne vado». E infatti se ne va. A nulla vale il tentativo dell’amico Massimo Cellino che lo insegue, senza successo. Da lì parte a passo svelto, ma con dieci cronisti al seguito. Usa il blackberry, scrive mail e sms. Cento, duecento, quattrocento metri, per poi tornare indietro e tuonare: «L’Italia si è sentita presa in giro». Ma da chi? «Lo sapete. Mi vergogno di essere italiano, chiederò la cittadinanza a un altro Paese. La mia rabbia è con me stesso che ci sono rimasto». E via in scooter. Il direttore generale Marco Fassone non sa che fare (e quando incrocia l’ex dg Pierpaolo Marino sorride e dice: «Tu che te ne intendi»). Cellino, che era partito forte presentandosi all’evento ballando davanti a fotografi e telecamere, smorza tutto: «Aurelio è fatto così, dopo un po’ gli passa». E, infatti, poco dopo, in diretta tv, annuncia: «Sto andando a cena con Aurelio». E va da Giannino, sperando di convincerlo. Alcuni presidenti sono avviliti per la pessima immagine data al calcio italiano. C’è chi, forse non a torto, pensa che il numero uno del Napoli l’abbia pensata bene per prendersi tutta la scena. E infatti la scena se la prende davvero. In una serata che era partita moscia con pochi presidenti, tra le assenze quella che si nota maggiormente è quella di Lotito. Fiorentina e Palermo spediscono due giornalisti, ormai inseriti in società.
I primi e gli assenti - Al procuratore di Aquilani, che sperava di incontrare Corvino per raggiungere un’intesa, va buca. Molti club mandano gli uomini mercato, il presidente della B Abodi è il più ritardatario, il primo a presentarsi era stato il dg del Parma Leonardi. Abete e Beretta stavolta ci sono entrambi, ma stanno lontani. Il primo a esaltarci pronunciando il fatidico «Prima o poi bisogna incontrarle tutte» è l’ad dell’Inter Ernesto Paolillo. Ma il meglio l’aveva offerto a inizio serata sempre Don Aurelio che aveva trattato un’amichevole del Napoli in Romania per il 10 agosto con un intermediario che gli offriva «una milionata di dollari». «Si può fare», gli aveva detto. Tutti a stringergli la mano, lui in sala come una star. «Sa che c’è? Che mi diverto», ci ha detto. Ma il finale è triste e solitario. E anche un po’ avvilente.
FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

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di Redazione
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