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GdS: E Dimaro si trasformo' in un piccolo S. Paolo


GdS: E Dimaro si trasformo' in un piccolo S. Paolo
19/07/2011, 10:07

È qui la festa. Piove, diluvia, e allora? «Napoli quant’è bello...». E tanto basta. Lo spettacolo continua. I mille tifosi azzurri cantano sotto gli ombrelli la canzone della Champions e del tricolore. Così la quieta cittadina di Dimaro si trasforma all’improvviso in un piccolo rumoroso San Paolo: alle 21.30 sul palco salgono i protagonisti del grande sogno, uno alla volta, fino al presidente Aurelio De Laurentiis, grande padrone di casa in piazza Madonna della Pace e vero protagonista della serata. Perché l’attesa presentazione della squadra e dei leoni azzurri è un inno alla passione, un tripudio di applausi, cori e urla di gioia sotto la pioggia incessante.
Entusiasmo - Il primo ruggito è del tecnico Walter Mazzarri. Presenta i suoi collaboratori, li definisce «fondamentali per i miei successi in carriera» e poi, incalzato dalla gente estasiata, ammette: «Voi fate bene a sognare, noi dobbiamo lavorare e restare con i piedi per terra, il nostro progetto di crescita deve continuare, non aggiungo altro». È il turno del portiere Morgan De Sanctis, acclamato dalla folla: «Cercheremo di confermarci e di entrare tra le prime cinque del campionato». E scattano subito, quasi come una legge inderogabile, i cori contro Milan e Juventus...
Emozioni - I nuovi acquisti sono accolti da ovazioni. Rosati, Britos, Fernandez, Dzemaili, Donadel, Colombo e Santana, i nuovi e chi già c’era. Incitamenti a Campagnaro: «Hugo, Hugo». Inler si autodefinisce un «turco-napoletano», legge perfino le parole di «’O Surdato Nnammurato», trascina i mille cuori azzurri in un valzer di emozioni, arriva a osare: «Lo scudetto? Proviamo a vincerlo». Il capitanoCannavaro guarda la gente negli occhi e si rivolge loro: «È pesante ma anche gratificante indossare la fascia, faròdi tutto per onorarla». Ma la serata raggiunge il momento più intenso quando sul proscenio sale Hamsik. La gente urla «chi non salta rossonero è» e lui, trascinato da Cristiano Lucarelli, a un certo punto balla divertito e ringrazia tutti per l’affetto: «Voglio bene ai napoletani e sono felice di stare qui». La paura di perderlo è alle spalle, il Milan può attendere.
Il re - Il gran finale, e non poteva essere altrimenti, è affidato al presidentissimo. Ad Aurelio De Laurentiis brillano gli occhi, si lascia andare: «Voglio vedervi al Camp Nou il 22 agosto per il trofeo Gamper contro il Barcellona, organizzerò un charter per voi. Poi andremo a giocare la Champions League, sarà un’esperienza fantastica che ci servirà per far maturare i giovani. Mi piace il calcio perché sono proprio loro a vincere, i vecchi vogliono solo comandare. I nostri campioni devono esserefelici di stare con noi, chi non vuole starci, non ci starà. Voglio portare in giro per il mondo l’immagine di Napoli, vi presenterò presto novità stravolgenti dall’estero (contatti con la Cina, ndr). Allestirò un Napoli femminile tra i professionisti che giocherà al San Paolo. Giocheremo partita dopo partita con il coraggio di sempre». È l’apoteosi. La gente canta «Oj vita, oj vita mia» e la musica sale fino al cielo. La felicità esiste.
FONTE: GAZZETTADELLOSPORT

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di Redazione
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