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5 PUNTI IN 5 GARE

GdS: "Il Napoli sta pagando cara la Champions"


GdS: 'Il Napoli sta pagando cara la Champions'
24/10/2011, 11:10

Un avvio di campionato col botto, poi due sconfitte e due pareggi nelle ultime cinque partite: il Napoli sta pagando caro il suo impegno Champions. Al Sant’Elia dal turnover obbligato e stavolta moderato di Mazzarri viene fuori non il riscatto dello scivolone interno col Parma ma un deludente 0-0, esatto nella sostanza e bugiardo nella forma considerate le due traverse del Cagliari (inzuccata di Nené e cannonata da fuori di Nainggolan) e il palo a portiere battuto colpito da Santana (32’). Nonostante sia il terzo pareggio consecutivo in casa della sua squadra (ultimo gol realizzato il 17 settembre al Novara), Ficcadenti lo accoglie con positività perché questa solidità strutturale confermata contro un avversario ambizioso gli permette di fare un pensierino all’Europa. La giornata dei sardi è rovinata dalla frattura al perone di Astori: il difensore nel giro-Nazionale rischia lo stop sino a fine gennaio
Le scelte - Mazzarri ha tenuto inizialmente a riposo Inler, Hamsik, Maggio e Cannavaro, quattro big,ma la mossa destinata a far discutere stavolta è di natura tattica: per tutto il primo tempo Cavani ha marcato Conti. Nel senso che la prima punta la faceva Lavezzi mentre il goleador uruguagio si sacrificava in un lavoro dispendioso di tamponamento e rientri dalla trequarti sino in difesa che lo opponeva spesso e volentieri al regista di casa. Ora, considerato che Conti è bravo ma non è Pelé, valeva davvero la pena far spompare Cavani, che non è mai arrivato al tiro: quale delle due squadre ci ha rimesso di più?
I lanci - Con Pocho Lavezzi in una giornata di scarsa ispirazione (e di anomalo nervosismo) ecco che l’unico napoletano in grado di graffiare diventa Santana mentre Ficcadenti, riportando Cossu nel suo ruolo naturale alle spalle delle due punte, trova una migliore fluidità di manovra e soprattutto permette a centrocampo e difesa di soffrire poco. Il Napoli ha cercato di minare la compattezza degli avversari con i lanci lunghi operati prevalentemente da Aronica e Dossena: Mazzarri cioè non ha accettato il confronto manovrato in mezzo al campo. Inseguiva il colpo a sorpresa. Primo tempo mozzafiato con ripartenze veloci da una parte e dall’altra, poi nella ripresa gli ingressi di Hamsik per Lavezzi, Maggio per Santana e Inler per l’infortunato Gargano (problema muscolare da usura) hanno permesso ungioco più manovrato, con Cavani restituito al suo ruolo naturale di centravanti ma ormai privo di energie.
Gli errori - In questa ultima fase della sfida il Cagliari ha operato di rimessa evidenziando però in Nené (che all’inizio del match aveva scaricato su De Sanctis la più facile occasione da rete) e nel giovane Ibarbo subentrato a uno spento Ribeiro palesi limiti in fase di concretizzazione. Anche il Napoli ha sbagliato qualche rifinitura importante mentre Agazzi in tuffo è riuscito a deviare un pericoloso diagonale di Maggio, che resta il più serio tentativo di catturare i tre punti operato dagli ospiti dopo il palo di Santana agevolato dall’unico errore di posizionamento della difesa rossoblu, che aveva però perduto per infortunio il suo pilastro Astori.
FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

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di Redazione
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