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CORRETTO... GOETHE!

GdS: "La vista del Napoli fa perdere i sensi"


GdS: 'La vista del Napoli fa perdere i sensi'
21/02/2012, 11:02

«Emozioni? Per me è come preparare una partita col Chievo», assicura Walter Mazzarri. In fondo, Moscardelli si fa il codino come Drogba. Ci prova il tecnico a razionalizzare la vigilia, a stemperarne gli eccessi emotivi. Fa parte del suo mestiere. Ma è come spegnere un incendio con un cucchiaino da caffè. Napoli è in fiamme, stanotte il San Paolo sarà il suo cuore impazzito: arriva il Chelsea di Paperone Abramovich, che ha speso 58,5 milioni per un Torres che non segna da 20 partite; arriva la squadra che nel 2008 perse la Champions in finale per uno scivolone di Terry e che nelle due ultime edizioni ha raggiunto semifinali e quarti. Contro questa specialista di lusso, che si presenta al San Paolo con lo smoking a brandelli, il Napoli ha l’occasione di fare storia e di entrare per la prima volta tra le otto regine del continente. Stanotte non sarà come il Chievo. Sarà un’emozione speciale, perché l’orizzonte è nuovo, glorioso. Meglio aggiornare le parole di Goethe: «Io scuso tutti coloro ai quali la vista di Napoli fa perdere i sensi». Correggiamo: «la vista del Napoli» di Hamsik, Lavezzi e Cavani.

Orgoglio
- Ma se alla città è lecito «insanire», è giusto che Mazzarri ci metta cervello. Stasera è in gioco solo metà della mela. Le ripartenze di Lavezzi e Cavani saranno armi letali a Stamford Bridge, per cui una vittoria stanotte col minimo scarto, senza prendere gol potrebbe essere un buon risultato. Suggerisce una certa prudenza anche il sospetto che il Chelsea di Champions possa essere altra cosa rispetto alla penosa comparsa di Premier. Intanto, ha vinto il girone di qualificazione e, se spulci le statistiche, scopri che, dopo Barcellona e Real, è la squadra che più ha tirato in porta: 8,83 tiri a partita contro i 3 del Napoli, con 8 minuti di possesso in più. La metamorfosi del Milan dagli stenti di Udine ai fasti con l’Arsenal induce alla circospezione. Drogba, ferito dalla Coppa d’Africa; Terry (in dubbio), degradato in nazionale; e capitan Lampard giocheranno con l’orgoglio tra i denti.

Carica - Prudenza. Sì, ma non esagerata, perché esistono anche ragioni che inducono alla carica. Il Chelsea precipitato a -17 dalla vetta della Premier, reduce da una figura barbina in FA Cup (pareggio casalingo col Birmingham di categoria inferiore), che per ammissione del suo allenatore ha giocatori scettici sul progetto tecnico, è al punto più basso di autostima. Tutti danno per certo che un’eventuale sconfitta costerebbe la panca al giovane e tronfio Villas Boas. Si sospettano franchi tiratori. Forse è il caso di approfittare di tanta vulnerabilità. Al ritorno la situazione potrebbe essere diversa, magari con un nuovo tecnico che avrà dato la proverbiale scossa. Nel 2008 il Chelsea arrivò alla finale di Champions con un allenatore, (Grant) salito in corsa dopo l’esonero di un portoghese (Mourinho), per dire. Forse per queste ragioni, ieri Lavezzi suggeriva di non entrare in campo pensando ai gol da evitare, ma a quelli da fare: prendere in mano il match e caricare con la spinta del San Paolo.

Conti - I tre Tenori hanno la velocità per incrinare una difesa inglese che centralmente non brilla per reattività. Se Villas Boas confermerà il 4-3-3 che lascia aperti corridoi di fascia, saranno determinanti pure le irruzioni di Maggio e Zuniga. Al contrario, un occhio in più per Mata, il più imprevedibile segmento del tridente, abile a inserirsi tra linee per dettare o concludere. E ora guardate Grava: sta lì a ricordare che non troppi anni fa questa squadra era in C. E poi leggete i bilanci delle 16 di Champions: il Napoli è la sola, con Arsenal e Bayern Monaco, ad avere i conti a posto. Significa che la creatura di De Laurentiis ha già vinto. Quello che insegue da stanotte in poi è un sogno che in parte gli spetta.
FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

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di Redazione
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