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STOICO POCHO

GdS: "Lavezzi gioca sul dolore, che attaccamento"!


GdS: 'Lavezzi gioca sul dolore, che attaccamento'!
30/11/2011, 11:11

La Juve, dopo quattro sconfitte consecutive, torna a casa dal San Paolo con un punto e mantiene inalterato il vantaggio (+ 9) sul Napoli. «Tutto o niente», aveva scritto prima della gara Ezequiel Lavezzi su Twitter. Invece è arrivato un pari, nonostante l'argentino abbia tentato di condurre i suoi alla vittoria. Lui si procura il rigore, lui batte la punizione da cui nasce il gol di Hamsik, lui fa il centravanti, alternandosi con Pandev, al posto di Cavani (in tribuna insieme con la moglie Soledad). Sempre lui innesca, con un colpo di testa, l'azione del 2-0 da parte del macedone. Frizzi e lazzi dal lato di Barzagli, tanto da spingere il pubblico ad intonare il suo coro «olè, olè Pocho, Pocho», dopo l'ennesima scorribanda. Il legame con la città è fuori discussione, a prescindere dall'episodio che ha visto coinvolta la sua fidanzata Yanina.
Non a caso, Lavezzi ha continuato a giocare sul dolore nonostante dopo pochi minuti abbia preso un colpo alla schiena. L'ennesima dimostrazione di attaccamento alla maglia. Anche lui nella ripresa è un po' calato, colpa della stanchezza che gli azzurri hanno avvertito nei secondi 45' dopo aver giocato quattro gare ad alta intensità in appena dieci giorni. Logico ci sia un po' di rammarico per il risultato finale: «Peccato», dice Lavezzi mentre lascia gli spogliatoi. Tra gli applausi, ma con la testa bassa. Protagonista ritrovato Marek Hamsik quando vede la Juve si esalta, sempre. Ieri è arrivato a quota cinque reti contro la Vecchia Signora. Tre al San Paolo (dove non segnava da Napoli- Villarreal del 27 settembre) e due a Torino, nello storico successo in rimonta degli azzurri 3-2. Eppure, già gli era capitato di sbagliare un rigore contro i bianconeri, e pure di andare a segno poco dopo. Era il 25 marzo del 2010 ed anche allora Marek non si perse d'animo. Ieri, però, il contraccolpo psicologico poteva essere devastante. Doppio rigore Lo slovacco, infatti, stavolta dal dischetto aveva trafitto Buffon e scaricato tutta la sua rabbia scendendo le scalette degli spogliatoi fino al momento in cui era risalito sul prato del San Paolo per sentire il boato dei suoi tifosi. Invece, Tagliavento lo ha costretto nuovamente dagli undici metri e lui ha mandato alto. Fortuna che in soccorso gli è venuto Bonucci, involontario assistmanin occasione del colpo di testa con cui Marek ha portato in vantaggio il Napoli Comunque, neppure il maxi corno che ancora una volta è stato portato dai tifosi fuori ai cancelli della Curva B è bastato per scacciare il malocchio dal San Paolo.
FONTE: GAZZETTA.IT

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di Redazione
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