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GdS: Lavezzi-Milito, due modi di fare la punta


GdS: Lavezzi-Milito, due modi di fare la punta
16/05/2011, 10:05

Il pareggio, in fondo, sta bene a tutti. Così Napoli e Inter si combattono e giocano la partita con impegno, con applicazione e a tratti anche con una buona dose di spettacolo. Certo, non possono che mancare agonismo e tensione, qualche pausa di troppo si registra ma la partita resta piacevole. Soprattutto nel primo tempo, quando Eto’o, uno dei pochi caricato davvero a palla, infila in porta dopo una manciata di minuti (15) un tiro da lontano costringendo il Napoli a inseguire il pareggio e il punto che serve per chiudere il discorso terzo posto e Champions diretta.

Lavezzi-Milito — Mazzarri deve far quadrare i conti senza Cavani e così rispolvera Zuniga puntando su Lavezzi per il ruolo di centravanti arretrato che l’argentino sa fare davvero bene: si muove, torna indietro e apre spazi con tempismo e sapienza, fa da sponda e favorisce le discese di Maggio (scatenato a destra) e Dossena (a sinistra) oltre che gli inserimenti di Hamsik e Zuniga.

Un 3-4-2-1 che nei fatti diventa un 2-3-4-1 che produce però soprattutto tiri da fuori (5 tutte tra i pali nel primo tempo). Milito interpreta il ruolo in maniera diversa, più classica: movimento e sponde ma anche conclusioni (tre nei primi 45’) e profondità. Ezequiel Lavezzi e Diego Milito. Reuters il gioco — Poca animosità, molti sorrisi e una partita senza affanni, senza nervosismo. Se festa doveva essere festa è stata. Nel primo tempo si è data la caccia al risultato, così il Napoli non arrivava all’85% di precisione nei passaggi e l’Inter sfiorava l’89% ma nella ripresa hanno sfondato quota 87 e 90%, meno corsa, meno contrasti, meno rischi. Qualche bella giocata tra sorrisi e strette di mano, sulla panchina del Napoli lo stesso Mazzarri si è messo la giacca con molto anticipo sul fischio finale, segno che quel pareggio lo accontentava: sostituito Zuniga con Yebda per quadrare meglio il centrocampo non c’era più nulla da sistemare nel suo Napoli da Champions League. Pochi minuti e lui, la sua giacca color sabbia e la camicia bianca sarebbero state inzuppate d’acqua e gioia. Fonte: Gazzetta dello Sport.

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di Salvatore Formisano
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