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GdS: Mazzarri sibillino ed evasivo, resterà?


GdS: Mazzarri sibillino ed evasivo, resterà?
03/05/2011, 12:05

La Lazio perde in casa, il Napoli è certo della Champions. Terzo o quarto (c’è ancora la possibilità, lontana, di un sorpasso...), torna nell’Europa dei grandi. In città, però, il malcontento va estendendosi: persino i tifosi, adesso, chiedono a Walter Mazzarri di fare chiarezza sul proprio futuro. Tra dichiarazioni sibilline e mezze frasi, l’allenatore del Napoli continua a non rispondere alla domanda che tutto l’ambiente gli rivolge da tempo: resterà? Le sue risposte sono sempre state evasive, finora. E il particolare non è sfuggito ad Aurelio De Laurentiis che avrebbe voluto, invece, un sì deciso per avviare il progetto Champions per la prossima stagione. Il papocchio c’è tutto, dunque, e i due vivono da separati in casa. I silenzi del presidente su questa vicenda sono indicativi: probabilmente stava aspettando la conferma della Champions League per spiegare la propria posizione su questa vicenda. Mazzarri, intanto, continua a difendere la propria coerenza, dietro deboli verità, dichiarazioni di facciata, che dovranno accompagnarlo fino all’ultima giornata di campionato. Poi, finalmente, scoprirà le proprie carte.
Due ipotesi. Sono due le posizioni che il tecnico di San Vincenzo sta vagliando. In primis, la Juve. Finora, ci sono stati contatti tra lui e i dirigenti bianconeri (Paratici) che gli hanno chiesto la disponibilità. La risposta è stata affermativa, allettato com’è dalla possibilità di aprire un nuovo ciclo a Torino. A Napoli, un posto in Champions League rappresenterà qualcosa più di un’impresa. Alla Juve, invece, sarà il traguardo minimo per la prossima stagione. E se davvero ververranno investiti 40 milioni sul mercato, non dovrebbe esserenemmeno tanto complicato, per Mazzarri, centrare l’obbiettivo, al di là degli insegnamenti e della sua bravura. L’altra, più debole, lo vorrebbe sulla panchina della Roma. In questo caso, molto dipenderà dal peso politico che avrà Gian Paolo Montali, il direttore operativo del club, in seno al nuovo assetto societario del neo acquirente, DiBenedetto. Fu proprio Montali, infatti, a suggerire Mazzarri a De Laurentiis quando il presidente decise di chiudere il ciclo legato a Roberto Donadoni. Un’indicazione che gli venne data, per la verità, già nel momento in cui si pensò all’esonero di Edy Reja. Ma allora fu Pier Paolo Marino, l’ex d.g., a bloccarne l’ingaggio.
Sostituti. Senza una riposta precisa da parte dell’allenatore, in sede si pensa anche all’eventuale sostituto. I nomi più ricorrenti sono quelli di Gian Piero Gasperini e Delio Rossi. De Laurentiis è stizzito per il comportamento del suo allenatore che vorrebbe garanzie tecniche per la prossima stagione, convinto com’è che sarà difficile potersi ripetere. Può anche darsi che le sue preoccupazioni siano legittime. Ma è altrettanto legittimo l’irrigidimento del presidente: lui, non ha opposto alcuna resistenza quando Mazzarri gli ha chiesto altri due anni di contratto nella passata stagione. Con quasi 500 mila euro in più all’anno, la programmazione futura non era stato certo il suo primo pensiero all’atto della firma. Meno tre al termine del campionato, dunque, e il Napoli ha poca voglia di gioire. Le beghe interne hanno reso incerto il futuro tecnico. Il messaggio del San Paolo, in ogni modo, è stato chiaro: se Mazzarri vuole andare via, che vada pure.
Fonte: Gazzetta dello Sport

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di Redazione
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