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IMBATTUTI DA 389'

GdS: "Napoli, difesa bunker? Ecco perché"...


GdS: 'Napoli, difesa bunker? Ecco perché'...
11/10/2011, 11:10

Ci riprova, Morgan De Sanctis. E con lui tutti i compagni di reparto che inseguono record e certezze. Il conteggio dei minuti d’imbattibilità è ricominciato: il totale è di 389’, tanti quanti ne sono trascorsi dal gol di Moscardelli e dall’unica sconfitta rimediata, finora, contro il Chievo. Da quella infelice gara la difesa del Napoli s’è trincerata dinanzi al proprio portiere ed ha portato a 3 il numero dipartite in cui non ha subito reti tra campionato e Champions. Numeri non ancora eclatanti, in ogni modo, ma che possono confermare quanto sia cresciuto anche il reparto difensivo. Al di là della grandezza di De Sanctis,il miglior portiere italiano insieme con Buffon, Mazzarri ha trovato la quadra lì dietro. In pratica non ha cambiato nulla,i titolari sono sempre gli stessi. Campagnaro, Cannavaro e Aronica non hanno rivali al momento. Probabilmente, quando Britos ritornerà tra i disponibili, dovrà contendersi il posto con Aronica.
Continuità De Sanctis - Il rendimento del portiere non è mai sceso al di sotto della sufficienza. Insomma, tra i pali, il Napoli può vantare il meglio che ci possa essere attualmente in circolazione: la crescita dei giovani portieri italiani è lenta e nemmeno tanto continua. L’esperienza di De Sanctis è uno dei punti fermi del collettivo di Mazzarri. Lui sa garantire sicurezza e serenità all’intero reparto, che può contare anche sulla crescita di Campagnaro, in quest’avvio di stagione tra i giocatori del Napoli col più altro rendimento. E non solo. In 5 gare ha già segnato due reti, una al Cesena e una all’Inter. Prodezze che hanno spinato la strada per i due successi ottenuti. E pensare che proprio sul difensore argentino sono nate le maggiori perplessità dell’allenatore dopo la vicenda che l’ha visto protagonista nella scorsa estate, un incidente frontale che è costato la vita a due persone.
Conferma Cannavaro - Il capitano non molla. Anzi, migliora con gli anni.Ha saputo frenare l’impeto di Mutu, di Cassano, di Pazzini e s’è fatto valere anche in Champions annullando prima Dzeko e poi Giuseppe Rossi. Il momento è tutto suo, adesso. Ma quel riconoscimento tanto atteso non è arrivato. Avrebbe voluto che anche Cesare Prandelli ne avesse apprezzato impegno e continuità nel rendimento. Ed invece, il c.t. l’ha lasciato a casa, preferendogli il blocco della Juve. Al suo fianco, si sta affermando Totò Aronica che, nonostante i suoi 33 anni, ha la stessa energia di un ventenne. Nella scorsa estate era stato inserito nella trattativa Britos, col Bologna, avendo il contratto in scadenza il prossimo giugno. Ma Totò ha voluto sfidare tutto e tutti, rifiutando un accordo biennale pur di continuare la sua esperienza napoletana. Appena recuperato, sarà Britos a dovergli contendere il posto.
FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

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di Redazione
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