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AZZURRI MAI AGLI OTTAVI

GdS: "Questo Napoli può riuscire dove Diego fallì"


GdS: 'Questo Napoli può riuscire dove Diego fallì'
06/12/2011, 10:12

C’è la storia che aspetta il Napoli di Walter Mazzarri. Un momento di un’intensità particolare, che potrebbe trasmettere emozioni uniche, come è unico il traguardo che il club potrebbe raggiungere domani sera se dovesse battere il Villareal. Se così fosse, Napoli conquisterebbe gli ottavi di finale di Champions, qualcosa d’inedito per la città stessa e per la sua gente.
Ricordi - Napoli conosce la Coppa dei Campioni nell’estate dell’ 87, dopo aver vinto il suo primo scudetto. Diego Maradona incanta con il suo immenso talento, mentre al suo fianco non sfigurano Giordano, Carnevale, Nando De Napoli e Salvatore Bagni. Corrado Ferlaino è impegnato sul mercato insieme con Luciano Moggi, nuovo direttore generale. Dal Brasile arriva Careca ed i pronostici della gente vanno oltre lo scudetto. La coppa Campioni diventa un obiettivo possibile. Ma il sorteggio è devastante: dall’urna viene fuori il Real Madrid, la stella d’Europa, il peggior contendente possibile.
Bernabeu vuoto - L’andata si gioca a Madrid, in uno stadio deserto: il Real deve scontare un turno di squalifica comminato dalla Uefa per le intemperanze dei propri tifosi nell’ultimo incontro della precedente manifestazione. Vederlo così, fa impressione, il Bernabeu. Ottavio Bianchi, che siede in panchina, decide di lasciare fuori Andrea Carnevale e non per motivi tecnici. In campo c’è il giovane Baiano, esordiente in tutti i sensi. Il Napoli limita i danni grazie alle prodezze di Claudio Garella, ma perde 2-0. La gara di ritorno mobilita un’intera città. Con una settimana di anticipo, il San Paolo chiude i botteghini: il pienone è già assicurato. Il Real viene stordito dal tifo di Fuorigrotta, Giovanni Francini fa esplodere lo stadio segnando il gol dell’1-0, e qualche minuto più tardi Careca fallisce una deviazione semplice semplice sotto rete. Maradona è il solito trascinatore, ma quando Butragueno s’invola tutto solo verso Garella e lo infila con un diagonale basso, le speranze di qualificazione svaniscono.
Declino Maradona - Il Napoli ritrova la Coppa Campioni nel 1990-91, dopo il secondo scudetto. Stavolta, il sorteggio è più abbordabile, nella gara d’esordio Maradona e compagni affrontano l’Ujpest Dosza, formazione ungherese, che viene sconfitta 3-0 al San Paolo (doppietta di Maradona e gol di Baroni) e 0-2 nel ritorno (reti di Incocciati e Alemao). Nel secondo turno, il Napoli deve affrontare i russi dello Spartak Mosca. Al San Paolo finisce 0-0, così come il ritorno, a Mosca, dove Maradona raggiunge la squadra soltanto a notte fonda, a meno di 24 ore dalla partita. La vigilia è caratterizzata dalle sue bizze, mentre la squadra è a Capodichino pronta per imbarcarsi, lui è a casa che dorme. I compagni chiedono a Moggi di fare un ulteriore tentativo per convincerlo a raggiungerli. Ferrara e Crippa raggiungono casa Maradona. Claudia, la moglie, e Fernando Signorini, il preparatore atletico invitano i due a non insistere. La squadra parte, mentre Diego comincia pian piano a riprendersi. È quasi notte quando raccoglie in fretta il necessario e con un aereo privato si mette in viaggio per Mosca, dove in albergo lo attende lo storico massaggiatore Salvatore Carmando. Il giorno dopo, tuttavia, per lui sarà soltanto panchina. Il sogno europeo finirà con il suo errore dal dischetto e quello decisivo di Baroni (5-4 per lo Spartak).
FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

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di Redazione
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