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RITRATTO DI UNO SFOGO

GdS: "S. Paolo indifferente, Aurelio non gradisce"


GdS: 'S. Paolo indifferente, Aurelio non gradisce'
27/01/2012, 11:01

Non ha gradito l’indifferenza di una parte del San Paolo nei primi 45 minuti della sfida con l’Inter. Avrebbe voluto, Aurelio De Laurentiis, che la gente sostenesse la squadra, che l’incitasse e che, soprattutto, non avesse poi fischiato Gokhan Inler nel momento del cambio. Una serie di circostanze che l’hanno spinto ad andare anche oltre, nel dopo partita. La sua è stata una conferenza in continuo crescendo, caratterizzata dalla solita tensione che ne ha condizionato le risposte.
Uno sfogo, per intenderci, che in alcuni momenti è sembrato dettato dall’istinto, specialmente quando gli è stato chiesto da che parte stesse, se con Mazzarri che aveva definito il Napoli una squadra da settimo posto o con se stesso che aveva, invece, chiesto almeno il quinto posto. «Ho sempre sostenuto il mio allenatore, non c’è nessun equivoco sugli obiettivi, voglio stare tra i primi 5 e giocarmi la Champions. Stop, fine dei giochi. Poi voglio fare un tentativo per mettere in cassaforte, come assicurazione sulla vita, la Coppa Italia, quindi avvenga quel che deve avvenire. Ci sono molti che dicono "è una stagione fallimentare", per il solo fatto che non funzioniamo in campionato. Ma chi l’ha detto, ma chi si permette di dire queste idiozie. Ma che cavolo avete vinto a Napoli? », ha ribattuto il presidente.
Vado via - Considerazioni che, ovviamente, riguardano soltanto il suo settennato, perché la storia del Napoli racconta di 2 scudetti, 1 coppa Uefa, una Supercoppa italiana e 3 coppe Italia. «Va bè, e allora? Ci sono club che ne hanno vinti 20 di scudetti ed altrettante coppe. Io voglio dire che sono più di 20 anni che qui non si vince niente, che non si vive da protagonisti, perché poi potrei anche andarmene, uno si rompe gli attributi e se ne va via. Se andiamo avanti così, me ne ritornerò in America. Se io devo stare qua dobbiamo armonizzarci, insieme ai tifosi che sono i miei primi e soli committenti, io lavoro umilmente per loro». Solo il calcio Un crescendo, dicevamo, che s’è concluso con una considerazione del tutto personale: «Dobbiamo stare con i piedi per terra, perché qui, a Napoli, non funziona un cavolo. Non è che dici, a Napoli funziona tutto e poi c’è anche il calcio. Invece, no, a Napoli c’è solo il calcio, e allora ringraziatemi», ha chiosato lasciando la sala stampa del San Paolo. Per la cronaca, ieri De Laurentiis ha trascorso buona parte della giornata a Castelvolturno, verificando lo stato dei lavori nei locali della sede che vanno avanti, ormai, dalla fine dell’estate scorsa. Il presidente ha incrociato pure Mazzarri e prima di lasciare il centro sportivo s’è intrattenuto con l’allenatore e la squadra, alla quale ha fatto i complimenti per la semifinale raggiunta
FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT

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di Redazione
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