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Genny Romano, pilota gentiluomo


Genny Romano, pilota gentiluomo
08/03/2010, 20:03

Genny Romano è un pilota stile dottor Jekyll e Mister Hyde. Calmo, responsabile ed umile nel paddock, grintoso, veloce ed efficace sull’asfalto della pista. Il ventenne napoletano si è avvicinato nel mondo delle gare nel 2007, quando colse due secondi posti al Trofeo Malossi Gp 80 Italia, ed Europa. L’anno successivo, con quattordici vittorie su quindici gare disputate, domina i trofei italiano ed europeo organizzati dall’azienda bolognese di Calderaia di Reno. Sempre nel 2008, Romano è giunto secondo al Trofeo Inverno nella classe 125. Nel 2009 il pilota del Moto Club Piccole Pesti prende il via nella categoria 125 della Coppa Italia, del Trofeo del Centauro, della Mototemporada, e ad alcune prove del Cev, sempre nella quarto di litro. La stagione però è conclusa con un infortunio al piede sinistro, dopo una brutta caduta sul circuito spagnolo Ricardo Tormo di Valencia. Quest’anno parteciperà nella classe 600 Stock del Civ, mentre ha già preso il via al Trofeo del Centauro. A seguirlo saranno i tecnici del Team Bike & Motor Racing: “L’approccio – dice – con il motore quattro tempo non è stato semplice. Purtroppo il persistere del maltempo nei mesi invernali, non mi ha permesso di girare per fare esperienza e conoscere al meglio la nuova Yamaha R6. Ne ho approfittato però per curare meglio la forma fisica, con duri allenamenti in palestra. Nella prima prova del Trofeo organizzato dal Gentlemen’s Motor Club di Roma, ho concluso in quindicesima posizione, risultato che mi fa vedere il bicchiere mezzo pieno. Ho ancora molto da imparare, e il mio sarà un cammino lento ma progressivo, perché non voglio lasciarmi prendere dalla foga di strafare”. Per non smentire la fama di bravo ragazzo lontano dai campi di gara, Genny è iscritto al primo anno della facoltà di Architettura: “Sogno – svela – di diventare un domani un pilota professionista. Anche se amo tanto il motociclismo, questo non occupa tutto lo spazio della mia vita. Ho scelto di seguire anche un altro sogno, quello di diventare un architetto. Seguire le lezioni universitarie e correre con la moto richiede tanti sacrifici, e possono sembrare azioni inconciliabili se si intende raggiungere il meglio in entrambi i rami. Io però non mi tiro indietro, e grazie anche all’appoggio degli amici e dei miei familiari, vado avanti per la mia strada, che è fatta di casco, tuta, e libri”.

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di Alfredo Di Costanzo
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