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IN ARRIVO LA SQUALIFICA

Genoa, niente più "Marassi" per quest'anno?


Genoa, niente più 'Marassi' per quest'anno?
23/04/2012, 11:04

Il mondo dello sport, e del calcio in particolare, contro i violenti di Genoa. Una reazione dura, durissima, ad una settimana dal dolore per la scomparsa di Piermario Morosini. «Vergogna!» è l'urlo del presidente del Coni, Gianni Petrucci. «Inaccettabile, intollerabile: li abbiamo visti in faccia, non entrino mai più in uno stadio» la sintesi dell'intervento del numero uno della Federcalcio, Giancarlo Abete. Oggi (perché domani e mercoledì si gioca) il giudice sportivo Gianpaolo Tosel deciderà, sulla base dei referti dell'arbitro Tagliavento (che ieri ha fatto solo da spettatore, da regolamento fa quello che gli viene detto dai responsabili dell'ordine pubblico, che ieri gli hanno indicato di far rientrare solo il Siena) e dei rappresentanti della Procura federale. E non è escluso che, oltre alla scontata squalifica del campo (almeno due turni, il Genoa non rivedrà più Marassi in questa stagione), qualcosa possa essere deciso anche sulla scelta di togliersi la maglia.
DEGRADO MORALE - «Vergogna, vergogna, vergogna!». Comincia così Gianni Petrucci, la sua accusa è durissima, parla del «lato peggiore del calcio italiano», di «ulteriore segnale del degrado morale». Merita un capitolo anche la questione delle maglie, «simbolo intangibile di una squadra e non può essere né offesa né vilipesa o, tantomeno, oggetto di trattative. Aver chiesto e acconsentito di far togliere le maglie ai giocatori del Genoa rappresenta un sacrilegio sportivo di cui i colpevoli dovranno rispondere in ogni sede». Nel mirino, gli pseudo-tifosi «che spadroneggiano negli stadi a dispetto di norme e leggi che andrebbero applicate con rigore e severità senza tolleranze di alcun genere». La colpa?: «Anche di certi dirigenti che cercano in ogni occasione il sistema per aggirare le regole, modificarle a proprio piacimento». Non c'è bisogno di sforzarsi per capire, neanche quando Petrucci parla quasi dando un ultimatum: «È giunto il momento che le società di vertice recuperino rapidamente una leadership credibile e autorevole e con poteri diversi dall’attuale governance».
FONTE: CORRIEREDELLOSPORT.IT

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di Redazione
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