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Giacomo Mancino il campione della Promobike


Giacomo Mancino il campione della Promobike
07/02/2009, 09:02

Il primo titolo di campione della neonata classe Promobike del Trofeo Motorsannio-Pirelli, è andato al giovane partenopeo Giacomo Mancino. Il napoletano è partito in sordina, ma ha saputo recuperare terreno sul capo classifica, e grazie ad un finale di stagione strepitoso, ha fatto suo il titolo.

I preparativi per la decima edizione del trofeo sono in atto, e Mancino ha voglia di ripetersi: “ Essere il primo – dice – a vincere la classe dedicata alle motard in configurazione stock mi riempie il cuore di gioia. La mia Honda pagava qualche cavallo rispetto alle concorrenti made in Ktm e Aprilia, ma non ho mai mollato. Con la guida e con il carattere ho sopperito alla minore velocità”.

                      

Mancino si è avvicinato all’off road dopo una lunga pratica maturata in sella alle moto da velocità: “ Tutti i fine settimana – racconta – ero in pista a divertirmi con gli amici, ed ho preso il via anche a qualche gara. Un giorno un amico mi invita a vederlo girare con la motard, e quando ho visto cosa era in grado di fare una moto simile, è scattato il colpo di fulmine”.

 

Nel sud-Italia il punto di riferimento agonistico per chi ha voglia di divertirsi a suon di glisse è il Trofeo Motorsannio, e la nuova formula della Promobike sembra fatta apposta per chi è un debuttante come Mancino: “ Ho sempre amato le gare – sottolinea – è stato bello confrontarmi con i protagonisti del mondo della derapata. Il nostro è uno sport estremo, dove l’allenamento e la forza fisica contano molto. Con la moto ho un rapporto quasi umano, e quando la guido mi sembra d’essere un tutt’uno con lei. L’idea di far correre in una classe i piloti che non hanno esperienza la trovo geniale, perché permette a costoro di avvicinarsi gradualmente a questa disciplina. L’impegno e la passione sono le mie armi vincenti, e per quest’anno voglio continuare ad ottenere buoni risultati”. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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di Alfredo di Costanzo
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