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Gianluca Colatosti racconta il suo 2011


Gianluca Colatosti racconta il suo 2011
10/01/2012, 22:01

Nel motociclismo la ricetta che porta alla realizzazione della pietanza chiamata vittoria è composta, grosso modo, da talento, abilità dei tecnici, mezzo vincente, pneumatici performanti, pizzico di fortuna, budget consistenti. Variabili che se miscelate nella giusta quantità, permettono a chi guida una moto di realizzare i suoi sogni di gloria. In un mondo sempre più esasperato e professionale, poter fare affidamento su un valido tecnico delle sospensioni, significa aver risolto parte dei problemi che affliggono un rider durante le sue performance in pista. A Napoli, chi per bravura, esperienza maturata sulle piste di tutta Europa e spirito creativo si contraddistingue, c’è Gianluca Colatosti. Il tecnico partenopeo è anche un punto di riferimento dell’azienda Mupo, che affida spesso al suo estro la soluzione di problematiche importanti: “A febbraio – svela Colatosti - sarò in Spagna, sul circuito di Aragon, per collaudare una nuova cartuccia racing pressurizzata, ed un nuovo mono. Queste realizzazioni artigianali, sono completamente ideate e realizzate in base alle mie idee”. Nel 2011 Colatosti ha seguito in particolare i piloti Andrea Di Giannicola e Marco Ravaglioli: “Con Andrea – racconta Gianluca – abbiamo partecipato al Trofeo del Centauro ed alla Premier, con una Honda Cbr 1000 del Team Moto X Racing. Nella Premier abbiamo vinto la gara del Mugello, ed in classifica generale siamo arrivati secondi nella categoria Open. E’ stata una bella collaborazione; nonostante rientrasse da un brutto infortunio alle vertebre, si è impegnato al massimo, ed ha sempre messo il cuore in ogni azione. Con Marco, invece, sciamo scesi in pista con una Yamaha R6 del Team M2 Racing. Abbiamo partecipato al Civ nella classe 600 Stock. E’ un ragazzo dal talento interessante”. Per Colatosti l’importanza di poter contare su sospensioni che lavorino bene è fondamentale anche per la sicurezza sulle strade di tutti i giorni: “Molti – dice – dimenticano che anche in città il comportamento dinamico della moto è influenzato dal funzionamento della forcella e del mono. Senza dover effettuare interventi drastici o spese folli, basterebbe intervenire sugli organi di serie. Attraverso delle lavorazioni mirate, il prodotto di serie garantisce ottimi risultati per la guida di tutti i giorni. Consiglio ai lettori di rivolgersi ad un tecnico per un consulto tecnico, perché la sicurezza passa soprattutto dal modo di lavorare di questi elementi”.

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di Alfredo Di Costanzo
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