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IL CIUCCIO CHE VOLA

Giochi Preziosi


Giochi Preziosi
11/12/2010, 23:12

Mazzarri, per la difficile trasferta di Marassi, deve fare a meno di Lavezzi, che è il calciatore di serie A che ha inanellato il maggior numero di dribbling riusciti e lo sostituisce con Zuniga, che è il calciatore che in Europa è riuscito a dribblarsi più volte tra campionato e coppa.

L’omino Michelin che ha sostituito Gasperini sembra aver trovato la quadratura del cerchio, schierando sul rettangolo di gioco un mezzo rombo a centrocampo, che all’occorrenza diventa un trapezio, con Karjia che però spesso si sgancia formando un triangolo isoscele con le due punte.

Inizia la partita.

1’ Zuniga in settimana ha letto un articolo sui punti deboli del Genoa e cerca di sorprendere Eduardo, che aveva letto un articolo sui punti deboli del Napoli.

3’ Salta Ranocchia in area del Napoli insieme a Dainelli, il commentatore Mediaset non riesce ad individuare neppure dopo il replay chi dei due sfiori il goal. Noi non intendiamo mortificarlo. Di sicuro è De Sanctis il portiere del Napoli che para.

Il commentatore di Mediaset ricorda che Toni è alla ricerca del centesimo goal in serie A, i cavalli dei pantaloni di migliaia di napoletani si imbizzarriscono e si grattano.

7’ Maggio doppia Criscito sulla destra, mette al centro per Dainelli che di testa serve Hamsik che con un gran tiro centra in pieno la milza di un difensore rossoblu.

8’ Bellissimo scambio sulla sinistra tra Hamsik e Dossena, assist delizioso per Lavezzi, che però è assente per infortunio.

9’ Il commentatore di Mediaset, di cui non facciamo il nome per non fare pubblicità occulta, non indovina un nome che sia uno dei calciatori in campo.

10’ Zuniga, lanciato a rete, tenta di dribblarsi, ma si ferma in tackle.

11’ Non ci permettiamo di dare consigli a Mazzarri, per carità, la faccia nostra sotto i suoi piedi e ci può anche camminare sopra… ma arretrare Zuniga e avanzare Maggio non potrebbe essere un’idea?

25’ Punizione dalla destra per il Napoli. Gargano chiama lo schema provato più volte nel giardino di casa col cognato Hamsik. Lo slovacco salta più alto di Ranocchia e il ciuccio alza la cresta! 0-1.

I genoani protestano per un presunto fuorigioco di Hamsik, ma addirittura Cesari, dopo aver rivisto l’azione alla moviola, dice che il goal è regolare.

28’ Cavani, come sempre, torna anche in difesa per impostare l’azione da dietro. In occasione della gara col Palermo qualche esperto opinionista, aggirando i controlli antidoping, gli ha messo quattro  in pagella, dichiarando che un voto in più era per l’assist decisivo. Noi evitiamo di dare i numeri anche perché non riusciremo a dare all’uruguaiano un’insufficienza per lo straordinario impegno che mette in campo anche quando non è in forma.

29’ Zuniga riceve un pallone dalla sinistra, fa una finta splendida, si dribbla a rientrare, ma si sgambetta in area.

31’ Zuniga dribbla addirittura gli avversari e crossa al centro per Claudio Pellegrini III, che si è ritirato da circa trent’anni.

32’ Mazzarri chiede a Frustalupi quanto manca.

33’ L’omino Michelin vorrebbe imitare Mazzarri e rimanere in maniche di camicia, ma ad occhio e croce non riuscirebbe a togliersi quel che tiene addosso prima della partita di ritorno…

35’ Zuniga punta Veloso, questa volta anziché tentare il dribbling va dritto, il portoghese viene colto di sorpresa ed è costretto ad atterrarlo. Ammonito.

41’ Il commentatore Mediaset cerca di pronunciare il nome del terzino brasiliano del Genoa, considerando la “h” a volte muta a volte no.

46’ Il pubblico di Marassi fischia per un rigore omaggio non concesso dall’arbitro a Luca Toni, che ritiene che ogni dieci tuffi diano diritto automaticamente ad un penalty. Ma Cesari dà di nuovo ragione a Brighi, che sta effettivamente arbitrando benissimo.

Negli spogliatoi, Mazzarri tenta di spiegare a Zuniga che il dribbling va fatto nei confronti dell’avversario e non su se stesso. Non riuscendo a spiegare il concetto perché il colombiano non ha imparato ancora l’inglese, gli suggerisce di rinunciare ai dribbling e di andare sempre dritto, che gli riesce meglio.

L’omino Michelin sostituisce Veloso e Palladino e inserisce Rudolf e Mesto e, senza rendersene conto, si ritrova con cinque esterni. E’ vero che certe partite si vincono sulle fasce. Ma non saranno troppi, considerato anche che le fasce sono solo due?

48’ Ranocchia salta in area del Napoli insieme a Toni e Dainelli, i tre si spingono a vicenda. Il pubblico genoano chiede il calcio di rigore..

49’ Maggio prende un’altra botta in testa dopo quella che lo aveva costretto ad uscire qualche settimana fa e che aveva restituito al Napoli il vero Maggio.

53’ Dossena tira da Castelvolturno palla che finisce nei vetri di una villetta di Santa Margherita Ligure.

54’ Toni cerca di conquistare la medaglia d’oro nella gara di tuffi “a petto di colombo” con Cannavaro. Nella nuova disciplina olimpica, l’ariete rossoblu sembra non avere rivali. Sul conseguente corner De Sanctis respinge il pallone con le mani in area e Toni chiede il rigore.

58’ L’omino Michelin vede la sua squadra in difficoltà sulle fasce e fa scaldare Modesto. 

60’ E se mettessimo Yebda al posto di Zuniga per rinforzare un po’ il centrocampo?

61’ Triangolazione tra i due nuovi esterni del Genoa ma il tiro di Mesto, mesto mesto, si spegne sul fondo.

62’ Nonostante la distanza, Mazzarri sembra ascoltare il mio consiglio.

62’ Rudolf va sul fondo, mette al centro per Toni che tira fuori ma chiede il goal.

63’ Olè! Esce Zuniga ed entra Yebda. L’omino Michelin legge il regolamento per capire se può utilizzare il colombiano, che ha più volte dimostrato di giocare con uguale risultati su entrambe le fasce.

67’ L’omino Michelin non ha più esterni da mettere sulla destra, così toglie Kharja e inserisce Mattia Destro, che è un attaccante, ma che se l’onomanzia ha una sua attendibilità può adattarsi sulla fascia.

68’ Il commentatore Mediaset continua a gufare, migliaia di cavalli dei pantaloni dei tifosi azzurri sono sollecitati dalla scaramanzia.

E’ appena il 74’ ma i calciatori del Napoli sembrano stanchi e anche i tifosi azzurri, le cui coronarie sono continuamente solecitate.

75’ Toni tira, il pallone viene respinto da Maggio con il petto in area, Rossi calcia sull’esterno della rete. I genoani chiedono il goal o almeno il calcio di rigore.

77’ Dainelli cerca di incartare Cavani per portarselo a casa.

81’ Yebda spezza l’ennesima azione del Genoa avallando la bontà del nostro suggerimento colto da Mazzarri.

83’ Mesto tenta di dribblare il guardalinee. Zuniga in panchina pensa che manco lui aveva mai osato fare una roba del genere. Il guardalinee comunque ferma l’esterno genoano, che sempre più mesto torna in difesa.

84’ Abbaglio clamoroso dell’arbitro che mostra il secondo cartellino giallo a Pazienza, che era entrato in anticipo sul pallone. Napoli in dieci, ristabilendo la parità numerica, anche se il Genoa ha sempre giocato in undici.

86’ Destro lanciato da Toni, con un pallonetto deliziosamente alto, scavalca De Sanctis e la traversa.

87’ Cannavaro entra a vuoto su un avversario, non colpisce né la palla né l’avversario, ma viene ammonito. I tifosi genoani e pure i calciatori rossoblu, annusando odore di sconfitta sembrano dimenticare lo storico gemellaggio.

89’ Campagnaro guadagna un fallo a centrocampo e guadagna un paio di minuti. I tifosi azzurri sono tutti sdraiati sull’erba con lui per rifiatare.

91’ minuto e 55 secondi, l’urlo “Miiiiiaaaaa” di Morgan De Sanctis si sente fino a Napoli. Ancora secondi preziosi guadagnati.

93’ e 22’ Toni impreca non si capisce nei confronti di chi. Una potente bestemmia collettiva investe l’attaccante genoano che dovrà rinviare i festeggiamenti per il centesimo goal.

95’ L’arbitro, che aveva segnalato quattro minuti di recupero, comunica che probabilmente farà giocare anche la partita di ritorno. Poi vede Mazzarri che si è tolto la giacca e pensa che è il caso di fischiare con il Napoli che finisce in attacco.

Sugli spalti si sente cantare in napoletano. Tremila tifosi partenopei intonano il canto dei bei tempi. Anche l’aria che tira somiglia tanto a quella dei bei tempi. Il Napoli ha vinto la più bella brutta partita della stagione e se si riescono a conquistare tre punti anche su un campo così difficile, senza Lavezzi e senza il miglior Cavani, il popolo napoletano è legittimato a sognare. Dopo le tre tifose palermitane con il rimmel sciolto dalle lacrime, altri occhi lucidi brillano tra i tifosi avversari.

 Il ciuccio, invece, dopo aver spennato il grifone, torna a casa sghignazzando.

 

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di Redazione
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